La foto del giorno – 21 aprile

Sospiro di sollievo, tutto a posto a Palma de Mallorca, missione Messa di Pasqua compiuta. reyes palma de mallorcaNon c’era il re emerito Juan Carlos ma c’era la reina Sofía ad accompagnare Felipe Letizia e le due figlie, in un idillico quadretto familiare per dimostrare che l’incidente dell’anno scorso è bell’e dimenticato, anzi non è successo proprio e vanno tutti d’amore e d’accordo. Menzione d’onore allo sguardo adorante che Letizia rivolge al marito, premio alla carriera a Sofía per la classe il garbo e la grazia con cui ingoia rospi da vati decenni.

Da non perdere il breve video di ¡Hola!, alcune espressioni della sovrana emerita sono impagabili. Buona Pasqua!

https://videos.hola.com/ver/video-relacionado/qLk6Qgj9?jwsource=cl

A very royal Easter

È Pasqua!

Auguri a voi tutti che seguite Lady Violet, e dunque sapete che oggi è festa doppia per noi. Our beloved Queen compie gli anni, e per festeggiare vi racconterò una storia che riguarda lei, e anche me. Indovinato? Eccovi un piccolo indizio. queen elizabeth and dookieHappy Easter, happy birthday and stay tuned!

(Due) foto del giorno – 20 aprile

In attesa della notizia dell’arrivo di Baby Sussex, altri piccoli royal in posa per noi. Princess-Leonore-Prince-Nicolas-and-Princess-AdrienneLa principessa Madeleine di Svezia vive da qualche mese a Miami col marito Chris O’Neal e i tre figli, ed è (probabilmente) dall’assolata città della Florida che invia gli auguri per Pasqua. Foto graziosissima e molto in tema, coi due bambini più grandi, Leonore e Nicolas, bellissimi e biondissimi, dotati di coniglietto d’ordinanza. Lady Violet però confessa la sua predilezione per l’unica sconigliata, la piccola Adrienne, deliziosa brunetta in tanto biondume.

I gemellini monegaschi Jacques e Gabriella sono andati a Eurodisney con papà e mamma. Prince-Jacques-and-Princess-Gabriella EurodisneySimpatici e carini come sempre, nonostante la povera Gabriella abbia dovuto coprire l’abito da principessa in pendant con la tiara con un pellicciotto arricchito da ponfi in rilievo stile morbillo. Tremendo Albert in total grey impiegatizio con pullover un po’ attillato, diciamo così, in compenso Charléne con orecchie da Minnie è nella più convincente delle ultime versioni.

La Via Crucis (e un compleanno)

Amo Botero. boteroAmo la grazia delle sue figure deliziosamente grasse ed eleganti, come le due signore in abito Valentino commissionate da Vogue, che il couturier usò per la comunicazione della collezione Haute Couture Primavera/Estate 1981 (le trovate in fondo). Amo il modo in cui i volumi definiti dal colore piatto, senza ombreggiature, si inseriscono nello spazio del dipinto. Amo guardare i capolavori dell’arte europea attraverso i suoi occhi, quelli di un popolo e di una cultura più giovani e semplici che probabilmente trascurano il dettaglio ma colgono l’essenziale, e mi ricordano che l’arte è un processo dinamico, in continuo movimento, inesauribile.

Fernando Botero nasce a Medellín, la seconda città della Colombia, il 19 aprile 1932. Pittore e scultore (in piazza Matteotti a Pietrasanta il suo Guerriero) è sicuramente uno degli artisti più noti, quotati e “internazionali” dell’America Latina.

Sette anni fa, in occasione dell’ottantesimo compleanno, ha donato al Museo de Antioquia, nella sua città, le 61 opere della serie Viacrucis, che ho avuto occasione di vedere a Roma qualche anno fa, in mostra al Palaexpo. Ve ne propongo alcune.

El beso de Judas

Jesús y la multitud

Madre afligidaBotero Madre afligida

Cristo ha muertoBotero Cristo ha muerto

Dopo la tragedia del sacro la leggerezza del profano; queste le due Femme Meiade de Valentino, ora nella collezione del couturier.

 

La foto del giorno – 19 aprile

In questi giorni di Pasqua non mancano neanche tra i royal quelli in vacanza, ma oggi è il Venerdì Santo, e a Lady Violet, più delle immagini ai Caraibi coi pupi per un assaggio di vacanze estive (Pierre e Beatrice Casiraghi) o in montagna a godersi le ultime sciate (Haakon e Mette-Marit di Norvegia, pure loro con prole), è piaciuta questa. cammino di santiagoI sovrani del Belgio sono in Spagna con i quattro figli e alcuni amici, e stanno attraversando le provincie di Palencia e Burgos impegnati nel Cammino di Santiago. È il terzo anno consecutivo che i reali belgi celebrano così la Settimana Santa, evidentemente hanno deciso di affrontare il lungo percorso (circa 800 chilometri) compiendo ogni volta una frazione, riprendendo l’anno seguente da dove si sono interrotti. E probabilmente hanno in programma di compiere l’ultimo tratto per arrivare sulla tomba di San Giacomo a Santiago di Compostela nel 2021, che è un Año Santo Jacobeo, e viene celebrato ogni volta che la festa del Santo, il 25 luglio, capita di domenica. Ultreya e buen Camino!

Baby Sussex, gli aggiornamenti

Diciamo subito, a scanso di equivoci, che l’aggiornamento principale che aspettiamo tutti non c’è ancora, dunque volendo potreste smettere di leggere qui. Quello che invece c’è, ed è interessante da osservare, è il campionato di arrampicata sugli specchi in cui si misura la stampa – quella britannica, che l’italica neanche la consideriamo – per riempire le pagine in attesa che arrivino il desiderato pupetto (o pupetta, che è l’ipotesi più gettonata) e l’agognata notizia. sussexes lena tindall 3C’è chi analizzando l’account Instagram dei Duchi di Sussex nota degli americanismi nei testi. Sarà la duchessa che inganna il tempo dell’attesa scrivendo lei stessa i post? E questo sarebbe niente, perché gli stessi americanismi sono stati rintracciati nella lettera che il Principe di Galles martedì ha inviato al presidente Macron esprimendo solidarietà per il rogo di Notre Dame. Vuoi vedere che Meghan scrive pure le lettere del suocero? Accidenti che scoop sarebbe!

Poi ci sono i calcoli delle probabilità sulla data del lieto evento, e oltre alle quote fissate dagli onnipresenti bookmakers si analizzano gli spostamenti delle persone più vicine alla futura mamma. Charles e Camilla hanno in programma un tour in Germania dal 7 al 10 maggio? Allora Baby Sussex nascerà sicuro entro il 6, in modo che il nonno possa andare a conoscerlo/a prima della partenza. Ancora meglio, Daniel Martin, il make up artist di fiducia che ha truccato Meghan il giorno delle nozze ha assicurato che sarà a New York il 5 maggio, il che vuol dire che si pensa che per quella data la duchessa abbia avuto il tempo di partorire, gioire in privato, e riprendersi abbastanza da farsi fotografare con creatura in braccio e viso perfettamente truccato. Già, la data. Domenica 21 sarebbe perfetto, è il compleanno di Sua Maestà e sarebbe un gran bel colpo piazzare la nascita nello stesso giorno dell’augusta bisnonna. Poi cominciano i rischi, perché il 23 il piccolo Louis compie un anno, il 29 William e Catherine festeggiano otto anni di matrimonio e il 2 maggio Charlotte ne compie quattro. Non sia mai il lieto evento si sovrapponesse ad uno di questi, le chiacchiere sui dissapori tra le due cognate raggiungerebbe vette ancora inviolate.

C’è poi la questione della tata, che i duchi starebbero cercando – o avrebbero già trovato – negli USA, causando l’ennesima reazione scocciata della regina, che non approverebbe la scelta. Harry&Meghan preferirebbero qualcuno di più alla mano, di meno inamidato della supertata Maria Borrallo, la Mary Poppins spagnola uscita dal prestigioso Norland College, che sforna le nannies migliori del mondo, ed è una delle colonne di casa Cambridge. I Sussex invece vorrebbero qualcuno che diventi “di famiglia”, espressione che in Italia di solito è sinonimo di stipendio assai contenuto, ma immaginiamo altrove non sia così.

Al termine di questa sfilata di periodi ipotetici con conseguente abuso di congiuntivi, una delle poche certezze: il principe Philip è stato visto di nuovo alla guida della sua auto all’interno del perimetro di Windsor Castle, dato che non avendo più la patente non può circolare sulla pubblica via. Un modo per stemperare l’ansia dell’attesa?

P.S. pubblichiamo alle 23.15 del 18 aprile. Se nel frattempo un pupetto fosse stato trovato sotto un cavolo dell’orto biologico di Frogmore Cottage, cestinate senza pietà.

La foto del giorno – 18 aprile

Oggi è il Giovedì Santo, Maundy Thursday nel Regno Unito, e Sua Maestà – come ogni anno da quando è sul trono – ha preso parte alla cerimonia nota come Royal Maundy Service. maundy service 2019Il termine maundy viene dal latino mandatum (comandamento), ed è tratto del verso 13.34 del vangelo secondo Giovanni; è il capitolo della lavanda dei piedi al termine della quale Gesù saluta i discepoli dicendo loro: Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi. Un tempo il sovrano – come ancora oggi il Pontefice – lavava i piedi ad alcuni sudditi poveri, uso non più rispettato dall’epoca di Giacomo II. Resta invece la tradizione del Maundy Money, obolo donato dal monarca ad anziani che si sono distinti per servizi alla comunità e alla chiesa.

La regina ha reso questa cerimonia itinerante, celebrandola di anno in anno in tutto il paese.

Oggi si è tenuta nella St. George’s Chapel, dove un gruppo di pensionati ha ricevuto dalle regali mani due sacchetti: uno bianco contenente monetine d’argento da 4, 3, 2 e 1 penny, per la somma totale di 93 pences – cioè il numero di anni vissuti (finora) da Elizabeth II – e uno rosso con una moneta da 5 sterline coniata per il bicentenario della nascita di Queen Victoria, più una da 50 pence col ritratto di Sherlock Holmes (che invidia!).

Her Majesty risplendeva in una mise di una tonalità di giallo primula particolarmente primaverile, impreziosita dalla Australian Wattle Brooch – con diamanti bianchi e gialli – elegantemente appuntata a sottolineare la linea dello scollo. Altrettanto primaverile la nipote Eugenie che la accompagnava: deliziosa in Erdem, con un abito a fiori indossato a Ascot lo scorso anno, completato da un semplice pillbox blu. Caso ha voluto che i bouquet ricevuti dalle signore – composti da narcisi, primule, violacciocche, fresie, edere, rosmarino e timo – fossero perfettamente abbinati alle loro mise. E se vi state chiedendo perché hanno tutti in mano un bouquet, e non solo le due royal ladies, la risposta c’è anche se non è particolarmente romantica: si ricorda l’uso di distribuire in quantità fiori ed erbe aromatiche per contrastare l’odore non proprio soave proveniente da quelli cui – novelli discepoli – il sovrano lavava i piedi.

 

La foto del giorno – 17 aprile

Il 17 aprile di tanti anni fa, sessantatrè per l’esattezza, Grace Kelly si preparava al momento che avrebbe cambiato la sua vita per sempre: il giorno dopo avrebbe sposato Rainier III diventando Sua Altezza Serenissima la Principessa di Monaco, più una serie di titoli nobiliari di tale lunghezza che sentendone l’elenco durante la cerimonia civile la bionda ragazza di Philadelphia sembra esclamasse I can’t believe! grace rainier rencontreSi erano conosciuti solo undici mesi prima. Lei era a Cannes per il Festival del Cinema, lui, sul trono da sei anni, cercava la donna giusta e pensava che se l’avesse trovata ad Hollywood il Principato ne avrebbe avuto gran vantaggio (e le sue casse pure). Il 6 maggio 1955 la diva arrivò a Palazzo indossando uno dei pochi abiti veramente brutti che le abbiamo mai visto, i capelli legati e trattenuti da una coroncina di fiori (la leggenda vuole che Grace fosse in ritardo, appena uscita dalla doccia), e l’incontro nato sotto una stella non particolarmente romantica si rivelò un successo.

Ora la memoria di quell’incontro rivive in una mostra fotografica, Monaco, 6 mai 1955. Histoire d’une rencontre, allestita nei Grands Appartements del Palais Princier dal 14 maggio al 15 ottobre.

Com’è andata a finire la storia iniziata quel giorno lo sapete, il fidanzamento fu annunciato dopo solo otto mesi, lei abbandonò il set per un ruolo che sarebbe durato tutta la vita. Si imbarcò il 4 aprile sulla SS Constitution con al seguito famiglia amici e il barboncino Oliver, dono di Cary Grant; all’arrivo, otto giorni dopo, trovò ad attenderla il regale fidanzato, i futuri sudditi festanti e un’orchestrina che suonava La vie en rose.

Poker di compleanni

Il 16 aprile è veramente un giorno royal! Oggi a compiere gli anni sono addirittura in quattro, di cui due sovrani. Queen-Margrethe-birthday-1In attesa dei grandi festeggiamenti per il 2020, quando girerà la boa degli 80, Margrethe II oggi ha festeggiato il compleanno ad Aarhus, dove si trova per le vacanze pasquali. A mezzogiorno, come da programma diffuso due settimane fa, Sua Maestà si è affacciata alla veranda di Marselisborg Palace per ricevere l’omaggio dei sudditi. Erano con lei i principi ereditari Frederik e Mary coi quattro figli; sempre più disinvolti i due gemelli Vincent e Josephine di otto anni, sempre più grandi i due maggiori, Isabella (tra qualche giorno festeggerà il compleanno anche lei) e Christian, tredici anni e mezzo e un look che lo avvicina pericolosamente al Rick Astley dei tempi d’oro.

In Lussemburgo oggi le candeline da spegnere sono addirittura 91, 64 per il Granduca Henri e 27 per il quinto e ultimo figlio Sébastien.

Il sito della corte granducale li festeggia con due ritratti non inediti. Elegante, charmant ma un po’ legnoso il padre, meno bello ma più comunicativo il figlio. Sarà il sangue cubano di mammà?

La più giovane del gruppo è la deliziosa Eléonore, 11 anni oggi, la minore dei quattro figli dei sovrani belgi. eléonore belgiqueScommetto che molti si affanneranno a cercare qualche somiglianza con la bellissima nonna Paola; non saprei dire se somiglianza ci sia, ma c’è senz’altro quella grazia rarefatta che hanno alcune bambine un attimo prima dell’adolescenza.

La foto del giorno – 16 aprile

La scelta della fotografia di oggi è in qualche modo obbligata: Le Sacre de Napoléon, opera dipinta da Jacques-Louis David tra il 1805 e il 1807 che ha come soggetto l’incoronazione dell’Imperatore e della consorte. Incoronazione-di-Napoleone-Jacques-Louis-DavidLa grande tela, custodita al Louvre, rappresenta il momento in cui Napoleone alza la corona per porla sul capo di Josephine alla presenza del papa, delle famiglie Bonaparte e Beauharnais, di dignitari francesi e stranieri. L’episodio si era svolto il 2 dicembre 1804, quando il futuro Imperatore aveva scelto per la sua consacrazione la cattedrale parigina di Notre Dame e non quella di Reims, dove tradizionalmente venivano incoronati i Re di Francia.

Ecco, dopo il rogo di questa notte noi temiamo di non vedere più Notre Dame come la videro gli occhi di Napoleone. Trascurando di considerare che neppure la cattedrale del 1804 era quella originale, rimaneggiata più volte e poi devastata durante la Rivoluzione. E trascurando il fatto che i Bonaparte non vedevano ciò che abbiamo visto noi; non la guglia, che ieri è caduta per prima avvolta dalle fiamme, e nemmeno i celebri gargoyles – termine inglese derivato dal francese gargouilles, le grondaie – l’una e gli altri aggiunti dall’architetto Eugène Viollet-le-Duc circa un secolo e mezzo fa.

Tutto ciò per dire che gli edifici hanno una funzione, una storia, dei codici estetici; nessuno di questi aspetti è immutabile ma cambia col passare del tempo e l’evoluzione delle società. L’architettura è più complessa della pittura, ma in questa complessità è la sua vitalità; un dipinto distrutto è perduto per sempre, un edificio può essere ricostruito. Sta agli uomini farne un simbolo, e a dargli la forza per continuare ad esserlo.