Il 14 luglio si celebrano principalmente due cose: sul versante repubblicano la festa nazionale francese nel giorno della presa della Bastiglia, 232 anni fa; su quello monarchico il compleanno di Victoria, erede al trono di Svezia, che oggi compie 44 anni. So che c’è anche chi ricorda la morte di Lady Oscar, ma avendo avuto in gioventù un fidanzato a nome Oscar, Lady Violet apotropaicamente evita.
Per i Macron questo potrebbe essere l’ultimo 14 juillet all’Eliseo; vedremo cosa succederà alle elezioni presidenziali dell’aprile prossimo. Se l’anno scorso la pandemia al suo apice aveva imposto festeggiamenti particolarmente sobri, e dedicati principalmente ai professionisti della sanità, quest’anno si è compiuto un piccolo passo verso la normalità: in venticinquemila coloro che hanno potuto assistere alla parata sugli Champs-Élysées: 4400 i militari che hanno sfilato, 73 aerei, 24 elicotteri, 221 tra veicoli e mezzi cingolati, 200 i cavalieri della Garde républicaine in groppa ai loro destrieri. Più qualche simpatica mascotte come Turco, la capra nera con la sua elegante uniforme, simbolo delle armate del Nord Africa.
La Première Dame è apparsa con una mise insolita per lei: un abito midi in una pallidissima tonalità di celeste, maniche lunghe e vita bassa da cui parte la gonna apieghe piatte, il cui effetto è francamente migliore in movimento che in foto. Semicoperte le gambe che Brigitte Macron considera il suo punto forte, madame non ha rinunciato a calzare décolléte dai tacchi altissimi, in nuance con l’abito.
Purtroppo non della sua mise sono piene le cronache, ma del suo comportamento, in quanto la moglie del Presidente, in barba a ogni protocollo covid, ha dispensato ai presenti abbracci e baci, con e anche senza mascherina. Quel dommage!
Per fortuna qualcuno ha rubato la scena a tutti: in attesa di partecipare alla parata, un giovane soldato dell’Armée de Terre si è inginocchiato – un po’ rigido, va detto – davanti alla sua ragazza e le ha chiesto di sposarlo. E lei ha detto sì!
L’intrepido giovanotto, un allievo ufficiale di nome Maximilien, ha dichiarato che aveva in mente un gesto un pochino più discreto, ma per fortuna non c’è riuscito, altrimenti come avrebbe potuto deliziare tutte le ragazze di oggi, di ieri e pure dell’altro ieri? Oggi possiamo proprio dirlo: fate l’amore e non fate la guerra!
Emozioni decisamente più controllate e vagamente soporifere a Solliden, residenza estiva della famiglia reale svedese, per il quarantaquattresimo compleanno della futura regina Victoria. Ieri sera un concerto all’aperto cui hanno partecipato la festeggiata col marito Daniel e la figlia Estelle, i sovrani, i principi Carl Philip e Sofia con l’ultimogenito Julian nel carrozzino. Oggi foto di rito, con Estelle già molto alta e il piccolo Oskar, che ha ripreso il suo classico, delizioso broncio, e porta i capelli con la riga proprio come papà.
Ci aspetta una domenica caldissima, non solo per le temperature torride ma per gli importanti appuntamenti sportivi in terra d’Albione. Il piatto forte è naturalmente la finale degli Europei tra i nostri Azzurri e i padroni di casa, ma c’è anche l’aperitivo: la finale maschile del torneo di Wimbledon, dove il romano Matteo Berrettini – primo italiano in 144 anni – cercherà di strappare a Djokovic una vittoria che sarebbe davvero storica.
Mentre si annuncia la presenza sugli spalti di Wembley del Presidente Mattarella, che vedrà la partita accanto al Duca di Cambridge, il coach dei Three Lions Gareth Southgate ha ricevuto una lettera. L’ha scritta Her Majesty The Queen, che l’incontro se lo vedrà – forse – dal televisore di casa, ma ha voluto far giungere alla squadra i suoi auguri e l’auspicio che vengano ricordati “spirito, impegno e coraggio” mostrati dai giocatori.
La Regina ha ricordato quel giorno di 55 anni fa quando consegnò la Coppa del Mondo a Bobby Moore, capitano della squadra inglese che aveva sconfitto per 4 a 2 la Germania Ovest (era il 1966, l’Europa e la Germania erano divise in due) nei Mondiali organizzati proprio in Inghilterra.
Molti degli antagonisti naturali dei Three Lions, Scozzesi e Irlandesi in testa, domani tiferanno per noi, per cui se sentirete qualche highlander suonare O Sole Mio con la sua cornamusa non vi stupite troppo!
(Ph: Getty Images)
Oggi intanto la Duchessa di Cambridge è emersa dal suo auto imposto isolamento e bella come il sole è apparsa accanto al marito a Wimbledon, dove ha assistito alla finale femminile e premiato la vincitrice Ashleigh Barty, rivelando un grazioso abito verde di Emilia Wickstead, accessoriato con décolleté bianche di rara bruttezza.
Catherine replicherà domani, ma senza William, che invece assisterà alla finale degli Europei; in compenso oggi era con loro, ospite del royal box, anche Lady Violet. Non la vostra blogger (magari!) ma la vera unica e sola Contessa Vedova di Grantham, la meravigliosa Dame Maggie Smith, in alto a destra rispetto alla duchessa, con una giacca color corallo.
Tra qualche giorno – nove, per l’esattezza – festeggeranno il primo anniversario di matrimonio, e oggi i signori Mapelli Mozzi hanno fatto la prima uscita ufficiale dal 19 maggio, giorno in cui hanno annunciato la gravidanza di Beatrice.
Per farlo hanno scelto i campi erbosi di Wimbledon, che in questi giorni ospita il torneo di tennis più chic del mondo ed è naturalmente the place to be. Secondo i nostri calcoli, la principessa dovrebbe essere alla fine del quarto mese e il pancino ha già una dimensione ragguardevole, fasciato e sottolineato com’è da un abito Self Portrait bianco a pois neri, con corpino drappeggiato e grandi maniche balloon.
Sugli spalti la sorridente futura mamma ha incontrato la zia Sophie Wessex, anche lei in bianco a pois neri ma in misura micro. L’abito indossato dalla bionda ed eterea Contessa Wessex è firmato ME+EM, brand britannico molto amato da varie royal ladies: Zara Phillips l’ha scelto il mese scorso per Ascot.
(Ph: Neil Mockford/GC Images)
Zara divide con la cugina di Beatrice la gioia di essere una delle mamme dell’anno; per lei si è trattato del terzo, un maschietto che si chiama Lucas Philip, ed è arrivato sul pavimento del bagno di casa (Un altro Philip!). Anche lei si è fatta vedere a Wimbledon, ieri, col marito Mike Tindall; la figlia della Princess Royal però ai pois preferisce le righe, in questo caso firmate da Ralph Lauren.
Wimbledon archiviato invece per la superappassionata Duchessa di Cambridge, rinchiusa in quarantena volontaria per dieci giorni dopo essere venuta in contatto con una persona positiva al covid. Catherine ha ricevuto entrambe le dosi del vaccino e non ha alcun sintomo, ma naturalmente deve seguire le direttive del NHS, il servizio sanitario. Salterà dunque anche la finale degli Europei di calcio, e chissà se domenica sera vedremo di nuovo George, elegantemente incravattato, allo stato di Wembley con papà William e il Presidente Mattarella. Lady Violet ci spera.
Eccoli, insieme e vestiti anche uguali. William e Harry nei giardini di Kensington Palace, davanti alla tanto attesa statua della madre, che oggi avrebbe compiuto 60 anni.
Diana è e per sempre sarà fissata nel tragico splendore dei suoi 36 anni, il che la rende ormai più giovane dei suoi figli (William ne ha 39, Harry ne compirà 37 a settembre). Ad ascoltare le parole di Mario Calabresi, quando un figlio che ha perso presto un genitore supera l’età raggiunta da chi non c’è più inizia a sviluppare nei suoi confronti un rapporto che è ad un tempo filiale e paterno, o materno. Vedremo se e come evolverà il rapporto dei due principi con quella madre così amata e ingombrante, ragazza per sempre. Intanto sono apparsi tra loro in buona armonia – né francamente pensavamo che si ignorassero – mentre usciva la notizia di un intenso scambio di messaggi in occasione della partita Inghilterra-Germania, vinta dai Three Lions per 2 a 0. Potere del calcio!
Inevitabilmente accompagnato dall’ultima polemica – i Sussex avrebbero rifiutato per il figlio Archie il titolo scozzese di Earl of Dumbarton temendo futuri dileggi al pargolo a causa del prefisso Dumb che vuol dire stupido; circostanza che ha comprensibilmente innervosito gli abitanti della ridente cittadina delle Highlands – il principe Harry è tornato a calpestare il suolo patrio, e ora si trova in quarantena a Frogmore Cottage, dove sembra sia stato visitato da Sua Maestà la nonna. La ragione del suo viaggio è la statua dedicata a Diana che i figli presenteranno al mondo giovedì 1 luglio, giorno in cui la sventurata avrebbe compiuto sessant’anni.
Le movimentate vicende britanniche stanno oscurando un altro evento: proprio il 1 (e il 2) luglio i Principi di Monaco festeggiano i dieci anni di matrimonio: il primo giorno le nozze civili, il secondo le religiose. Per meglio dire, festeggerebbero, ma in realtà non ci sarà alcun festeggiamento, e la responsabilità non è né del covid, né tanto meno – ovviamente – dei Windsor. Il punto è che Charlene non è a Monaco, e non si vede nel Principato da mesi.
Il 25 gennaio ha compiuto 43 anni in famiglia, due giorni dopo ha partecipato alle celebrazioni per la patrona di Monaco, Sainte Dévote (Le foto del giorno – La Fête de Sainte Dévote). Il 10 febbraio col marito ha presentato ufficialmente il torneo di rugby Monaco Sevens 2021, per poi ricomparire il 18 marzo ai funerali del Re Zulu Goodwill Zwelithini (Le foto del giorno – Dolori e speranze). Dunque in quella data Charlène era in Sudafrica, e potrebbe non essere mai tornata in Europa.
La famiglia ha fatto gli auguri di Pasqua con un’allegra foto, che potrebbe essere stata scattata ovunque,priva com’è di riferimenti. Poi la principessa scompare, è assente da tutti gli eventi primaverili del Principato – alcuni anche assai prestigiosi, come la Formula 1 – Albert è sempre presente, come suo dovere, spesso accompagnato dai figli Jacques e Gabriella.
Il 18 maggio, e nei giorni seguenti, appaiono sui social immagini che mostrano Charlène impegnata in una campagna per la protezione dei rinoceronti. La principessa sembra pronta al rientro, ma colpo di scena! Viene annunciata un’infezione otorinolaringoiatria che le impedisce il viaggio. Molti naturalmente pensano al covid, non si può far altro che aspettare altre notizie, che arrivano il 4 giugno.
Charlène festeggia il compleanno della nipotina Aiva, figlia del fratello minore Sean che vive in Sudafrica; sono con lei marito e figli. Albert e i gemelli hanno evidentemente raggiunto Charlène, per poi tornare nel Principato, ma senza di lei. Ora è stato reso noto che la non meglio chiarita infezione otorinolaringoiatria ha richiesto un intervento chirurgico cui ne è seguito un secondo il 23 giugno. Per cui per ora la principessa resta dov’è, e non si sa quando (o se) tornerà. Lady Violet si astiene da ogni commento e illazione, spera solo che il bizzarro taglio di capelli sfoggiato negli ultimi mesi da Charlène, che la rendeva pericolosamente simile a Adso del Nome della rosa, non sia dovuto a problemi di salute e a interventi chirurgici al capo.
(Ph. Dan Kitwood/Getty Images)
Per celabrare l’anniversario nuziale il Palazzo ha realizzato dei brevi video con la storia degli sposi e quella del loro amore. Charlène ha pubblicato il primo (e unico, per ora) sulla sua pagina IG con la più sobria delle dediche “Happy anniversary Albert. Thank you for the blessing of our beautiful children” (buon anniversario Albert. Grazie per la benedizione dei nostri splendidi bambini).
…arriva Lei, a illuminare di grazia regale l’ultima giornata delle corse di Ascot, che quest’anno hanno riaperto i cancelli al pubblico (nel 2020 le gare si erano tenute a porte chiuse) resistendo strenuamente alle limitazioni imposte dal covid, e pure alla pioggia che è caduta inclemente.
L’appuntamento del sabato è il meno mondano dei cinque giorni, ed è frequentato soprattutto dagli appassionati come Sua Maestà, che anche quest’anno aveva alcuni cavalli in gara.
Questa volta non è andata benissimo per la sua scuderia, ma siamo certi che la sovrana si sarà goduta appieno la giornata, lontana dagli affari di Stato, da quelli di famiglia (presente alle corse oggi solo il maggiore dei suoi nipoti, Peter Phillips) e immersa in un mondo che ama tanto, in compagnia dal fido John Warren, il suo racing manager.
Anche Her Majesty si è adattata al dress code proposto quest’anno: mise vintage o second hand, comunque non nuove. Lei ha riciclato un completo color acquamarina: soprabito e cappello, con decorazione a contrasto formata quattro rose in diverse tonalità su un abito con una delicata fantasia floreale. Come sempre, una scelta tutt’altro che casuale: ricordate dove l’abbiamo già vista così abbigliata? No? Ve lo dice Lady Violet. Era il 17 luglio scorso, e l’adorata nipote Beatrice di York sposava in una cerimonia privata il fidanzato Edo (Breaking News – Mr. & Mrs. Mapelli Mozzi). Quel giorno è stata l’ultima volta in cui è apparsi in pubblico col marito Philip.
Molto significativa anche la spilla che oggi brilla sulla spalla sinistra: è la Palm Leaf Brooch, creata nel 1938 da Cartier per sua madre. Elegantissima, ripete il disegno del boteh, l’elemento vegetale di origine persiana della fantasia paisley (che da noi si chiama anche disegno cashmere). La Queen Mother amava molto questa spilla e la portava spessissimo; la indossò anche il giorno del funerale del marito George VI.
Lo diciamo sempre e lo ripetiamo: la capacità della Regina di mischiare simboli e quotidiano, eventi ufficiali e affetti familiari lascia sempre stupefatti; ma Lady Violet ormai si ritrova a leggere mise e gioielli della sovrana come sfogliasse un libro di storia.
PS nella terza immagine la sovrana chiacchiera con uno dei suoi fantini che indossa i colori reali: rosso e viola. Of course.
Cari lettori, una piccola sorpresa per voi. Questa volta la vostra rubrica preferita inaugura il weekend invece di chiuderlo, e vi racconta il summit del G7, tenuto in Cornovaglia lo scorso fine settimana.
Ad onta del clamoroso squilibrio tra i rappresentanti dei due sessi che segna un netto 6 a 1 in favore dei maschi, se dovessimo dare un titolo all’evento ci piacerebbe chiamarlo pink power, in onore delle importanti signore che hanno aperto e chiuso le danze di rosa vestite. E siccome ubi major con quel segue, iniziamo dalla fine cioè dalla visita – la prima in veste ufficiale – che i Biden hanno fatto alla Regina per l’inevitabile afternoon tea a Windsor Castle.
Ora, tecnicamente è ancora primavera, e io me la vedo Miranda Priestly storcere il nasino affermando: floreale? per la primavera? avanguardia pura! ma credo che Her Majesty se ne infischi serenamente di tutte le Mirande in circolazione, e serenamente indossa il più primaverile degli abiti, a grandi fiori su fondo rosa intenso, del fido Stuart Parvin, più cappello in tinta di Rachel Trevor Morgan. Seminascosta tra la vegetazione, la Jardine Diamond Brooch, una stella a otto punte di diamanti, lascito testamentario di una Lady Jardine scomparsa nel 1981. Come abbiamo detto spesso, Her Majesty è ormai l’icona stessa della regalità, e dunque non può essere ingabbiata in nessuna delle nostre categorie; sublime, e basta. Altro discorso per la First Lady, che ha riciclato un completo azzurro polvere indossato negli USA un mesetto fa. Jill Biden è una bella donna che non dimostra i suoi settant’anni, non credo voglia dimostrarne quaranta, né penso che le interessi entrare nella Best Dressed List. Non una novella Jackie, dunque – definizione abusatissima, spesso senza fondamento – ma sempre graziosa e piacevole. In questo caso il fitting è un po’ così e la giacca troppo grande; mia madre avrebbe detto che nell’insieme fa figura, per me è boh.
La bionda Jill balza agli onori delle fashioncronache due giorni prima quando in compagnia della Duchessa di Cambridge fa visita a una scuola, la Connor Downs Academy nella cittadina di Hayle. L’ambiente naturale per la First Lady, che ha dedicato la vita all’insegnamento (e alla famiglia). Indossa un blazer di un bellissimo fucsia su un abito bianco con gonna scampanata. Ora, abbinare i blazer agli abiti non è mai facile per una questione di pesi e di volumi: in questo caso la giacca di tweed (L’Agence) è troppo pesante e lunga rispetto all’abito, e lo schiaccia un po’. Belle le slingback nude Valentino, che durante questo viaggio ha ben sfruttato. Boh. La Duchessa di Cambridge risponde con un abito rosa scuro, della sua maison preferita, Alexander McQueen. Il colore le dona abbastanza, il modello no; lei è alta e molto magra e quest’abito le fa una vita lunghissima e sproporzionate, che nemmeno la cintura aiuta ad accorciare. Però Lady Violet, una ragazza degli anni ’80, è lieta di questo strisciante ritorno delle spalle imbottite (magari non a punta come queste, onde allontanare il sospetto che l’abito sia stato indossato con tutta la stampella). Boh.
L’insieme abito+blazer dev’essere proprio amato dalla First Lady, che giovedì, al suo arrivo in Cornovaglia compare in un abito bianco e nero (Brandon Maxwell) dagli incerti drappeggi che finiscono per trasformare i pois in olive. Completa la mise un giacca nera che ostenta, spaparanzata sulla schiena, la scritta LOVE (immaginiamo Zadig & Voltaire), accessoriando il tutto con scarpe tozze e pesanti. Shock. La neosignora Johnson, dotata più di denti che di grazia, sceglie invece il rosso di un abito dell’inglesissimo brand L.K.Bennet, che non sarebbe neanche brutto ma è indossato male assai. Boh.
Direi che il più chic dei quattro è senz’altro Mr President.
Per fortuna che c’è Her Majesty; le First Ladies passano, portate dai venti elettorali come novelle Mary Poppins, lei resta. E riceve gli augusti ospiti da par suo, lei che col suo aplomb dimostra inequivocabilmente chi tiene la spada dalla parte del manico.
La scortano le future regine consorti, qualunque sarà il loro titolo una volta che i mariti siederanno sul trono. La Duchessa di Cornovaglia è in bianco e blu, con accessori en pendant. L’abito ha una bella stampa grafica, il modello è quello che Camilla porta spesso e fa bene perché le dona, ed è molto adatto all’occasione, formale ma non troppo. Chic.
La Duchessa di Cambridge ha scelto il total white – come Brigitte Macron, che si intravvede dietro al marito – un robe-manteau firmato Alexander McQueen, bello ma un po’ eccessivo per la circostanza. Al polso sinistro un bracciale a tre fili di perle appartenuto a Diana; ai piedi delle slingback di un beige cipriato bruttarello assai, e totalmente sbagliato per la sua carnagione. Ma attenzione, perché c’è un dettaglio interessante: intravvedete il fiocchetto sul tallone? Ebbene sì, è il modello Deneuve del brand italiano Aquazzurra. E chi ha reso famoso nel mondo brand e modello? Meghan, Duchessa di Sussex e cognata di Catherine! Via, scatenatevi scatenatevi con le supposizioni. Chic.
Fatto il loro dovere, i royals se ne tornano a casa ente il summit procede. Il sabato c’è altro momento conviviale: un barbecue che non ha mancato di attirare critiche da chi desidererebbe organizzarne uno, magari per festeggiare un matrimonio, ma ancora non può. I sette grandi (più due) appaiono affascinati e divertiti – quell’allegria un po’ forzata dei liceali in gita – nell’osservare i volteggi della pattuglia acrobatica; un pomeriggio di quasi estate al mare, in cui ognuno s’è vestito come gli pareva. Come la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, prima a sinistra (dietro di lei il marito Heiko, che non è giapponese come il nome potrebbe far pensare, ma un aristocratico tedesco). Ursula è la pupilla di Angela Merkel, e veste come lei: pantaloni – di solito neri – e giacche colorate; uno stile stituzional-carabinieresco. Seguono i Biden, e il premier canadese Justin Trudeau senza moglie (non vi scaldate, una moglie c’è ma è rimasta a casa coi pupi). Poi i padroni di casa, i Johnson, tra cui fa capolino il capino di Mario Draghi (anche lui senza moglie, donna Maria Serena è piuttosto schiva). La signora in completo pantaloni bianco è Amélie Derbaudrenghien, consorte del belga Charles Michel, Presidente del Consiglio d’Europa, che è alle sue spalle; accanto a lei il primo ministro giapponese Yoshihide Suga con la moglie Mariko. Chiude la fila la Première Dame Brigitte Macron; non pervenuti il marito Emmanuel e la Cancelliera Merkel; si saranno allontanati per decidere un nuovo asse Parigi-Berlino o sono semplicemente stati tagliati fuori dalla foto?
Madame Macron si è vestita da zia di Sicilia alla messa della domenica, con l’aggravante che l’abito è pure di Vuitton, più tacchi a spillo veramente adatti alla spiaggia. Shock. Molto meglio accanto a lei Suga-san, vestita con semplicità: pantaloni bianchi e cardigan grigio perla, en pendant col trench tenuto in mano. Quasi casual, se non fosse per lo splendido collier a più fili di perle. Chic. La First Lady è semicoperta dal piccolo Wilfred Johnson, 13 mesi e mezzo e una zazzera chiaramente ereditata da papà Boris. Trovo questa la peggiore delle mise di Jill Biden: abito bianco a maxifarfalle nere e viola, anche questo del designer texano Brandon Maxwell, che questa volta non ha dato il meglio di sé. O almeno spero. Per ripararsi dal vento fresco stola in tinta, e anche per lei décolleté col tacchetto. Shock. Semicoperta anche Madame Michel, adeguata nel suo completo bianco, a patto di lasciare in albergo i sandaletti a due fasce. Chic. Chiudiamo con la padrona di casa, la trentatreene Carrie Symonds, che è diventata Mrs Johnson lo scorso 29 maggio. La signora sembra prediligere lo stile boho-più-o-meno-chic, come dimostrato il giorno delle nozze, quando ha indossato un abito che sembrava arrivare dritto dritto da Coachella. Il caftano di mussolina a fiori non è male, ed è senz’altro adatto per un pomeriggio in spiaggia. Ora si pone il dilemma: sarà stato noleggiato anche questo come quello da sposa, nel probabile tentativo di smorzare le chiacchiere sui guai economici del marito, che con sei figli ha un menage piuttosto complicato? Ma soprattutto, perché sotto l’abito hippy Carrie ha piazzato dei mocassini? Boh.
Ladies&Gents, una buona notizia, che nel più o meno lento ritorno alla normalità ha la sua importanza: oggi si sono aperti i cancelli per l’evento ippico più famoso del mondo.
In effetti le gare si erano svolte anche lo scorso anno, ma a porte rigorosamente chiuse. Quest’anno invece un numero ristretto di ospiti è tornato ad occupare – con l’opportuno distanziamento – il Royal Enclosure e il Queen Anne; restano invece chiusi gli altri due.
A cotanto appuntamento può mancare la Royal Family? No, of course! Ed ecco che sono scesi in campo il Principe di Galles e signora, i Wessex, la Princess Royal con figlia Zara e il genero Mike, alla prima uscita dopo la nascita del terzogenito Lucas (non c’era invece il figlio Peter Phillips, fresco di divorzio). Assente eccellentissima Sua Maestà la Regina, che in 69 anni di regno ha mancato l’appuntamento soltanto un’altra volta; ma non è escluso che nei prossimi giorni faccia la sua comparsa.
Da quel che si è visto oggi pomeriggio in termini di cappelli e mise avremo parecchio da chiacchierare; intanto vi preannuncio per il prossimo anno un reportage in esclusiva, dato che Lady Violet, coronando un vecchio sogno, finalmente parteciperà al Ladies Day. (sperando che non succeda altro: sono due anni che rimandiamo).
Dunque in alto i cappelli, e prepariamoci a una settimana pirotecnica!
Sorridente e soddisfatta, oggi Sua Maestà si è goduta l’omaggio della parata militare organizzata nel Quadrangle, all’interno del Castello di Windsor, versione ridotta del tradizionale Trooping the Colour, che celebra ufficialmente il compleanno della sovrana.
Per l’occasione ha scelto un favoloso riciclo: la mise grigio perla e giallo oro con cui meno di un mese aveva aperto la nuova sessione del Parlamento. Lady Violet vi ricorda che l’abito a fiori nelle stesse tonalità che completa l’insieme e quello indossato l’anno scorso nella fotografia che la ritrae con Philip il giorno del compleanno – l’ultimo – del marito: uno di quei gesti a un tempo delicati e simbolici in cui è maestra. La pesantezza dei mesi trascorsi non traspare né dall’atteggiamento né dal suo splendido sorriso, ma il soprabito le va largo, segno che dev’essere dimagrita o, come si dice in questi casi dalle parti mie si è un po’ sciupata.
Al posto dell’amato Duca di Edimburgo, c’era ad accompagnarla il cugino più anziano, l’ottantacinquenne Edward Duca di Kent, che appare piuttosto, come dire, sopraffatto dall’abbondante colbacco di pelle d’orso.
Anche in questo caso Her Majesty ha abbinato al grigio perla del soprabito l’acquamarina, ma questa volta al posto delle due clips che abbiamo visto spesso c’è una spilla appartenuta a sua madre nel più classico dei modelli déco.
Non è mancato un piccolo segno che parla di un lento ma costante ritorno alla normalità: la presenza di un piccolo gruppo di ospiti disposti lungo il perimetro del Quadrangle, totalmente assenti lo scorso anno.
Cioè non il mio personalmente, ma quello del blog, che si è affacciato nell’affollata piazza del web tre anni fa; e chiunque in questi anni si sia seduto sul sofà, per piacere curiosità o stanchezza, oggi brindi con noi.
Trattandosi di un parto pilotato la data, 11 giugno, è stata scelta per una ragione precisa: in memoria di mio padre, nato appunto in questo giorno. A parte l’umorismo a volte feroce e una certa mancanza di pazienza non è che avesse troppo in comune con la Contessa Vedova di Downton Abbey – eletta mio nume tutelare a causa della venerazione per il ruolo, nonché per colei che la interpreta, la sublime Maggie Smith – né era particolarmente interessato ai Royals, ma penso che gli avrebbe fatto piacere (in fondo cerchiamo sempre l’approvazione dei genitori, anche quando non ci sono più, no?).
Sono stati per me tre anni divertenti, a volte sorprendenti, e non è mancato qualche momento pesante, come gli ultimi due mesi. Ma siccome evito accuratamente bilanci e bilance, festeggiamo ciò che è stato, onoriamo chi è ancora con noi e chi non c’è più, e andiamo avanti; ci aspetta un weekend bello ricco!
Occhi puntati ancora una volta sul Regno Unito, dov’è riunito il G7 (e noi ci aspettiamo qualche mise notevole). Inoltre domani si celebrerà, per il secondo anno in tono minore, il compleanno ufficiale di Her Majesty con la cerimonia Trooping the Colour, che si terrà in misura assai ridotta e senza pubblico a Windsor Castle, in attesa dei mirabolanti eventi previsti per l’anno prossimo, quando la Regina girerà la boa dei settant’anni di regno.
Intanto Sua Maestà ha ricevuto un insolito regalo da un coetaneo: a ottobre saranno infatti trascorsi 95 anni dalla pubblicazione del primo libro di Winnie the Pooh, e il doppio, importante compleanno è stato festeggiato in una breve clip dal titolo Winnie The Pooh And The Royal Adventure. Qui il celebre orsacchiotto, accompagnato dagli amici di sempre, lascia il Bosco dei Cento Acri per consegnare a Sua Maestà una grande giara piena di miele che ha raggiunto il Palazzo trasportata da palloncini.