Data la giornata che oggi celebriamo, ho scelta quest immagine per ricordare il Granduca Jean appena scomparso aggiornandovi sulle esequie.

(Ph. archives LW)
È il giovanotto a sinistra con basco nero e baffetti, ritratto il giorno che col padre Felix di Borbone-Parma (fratello dell’ultima imperatrice Zita) entra nella capitale del Lussemburgo liberata, accolto da eroe. Figlio di Felix e della Granduchessa Charlotte, Jean trascorre un’infanzia serena in Lussemburgo, che lascia per completare gli studi nel Regno Unito. L‘invasione nazista lo costringe all’esilio che trascorre in America studiando e viaggiando per sostenere la causa del suo paese e dell’Europa. Nell’ottobre del 1942 torna col padre nel Regno Unito per combattere nell’esercito britannico, ed entra a far parte delle Irish Guards; due anni dopo partecipa allo sbarco in Normandia. Rientrato in patria, diventa un punto di riferimento per i lussemburghesi prima come principe ereditario e dal 1964 come sovrano, in seguito all’abdicazione della madre. Dal matrimonio con la principessa Josephine-Charlotte dei Belgi, celebrato il 9 aprile 1953, nascono cinque figli, che gli daranno 21 nipoti e 15 pronipotini. Resta sul trono per 36 anni dedicati non solo alla ricostruzione del Granducato, ma alla costruzione dell’Europa; nel 2000 abdica a sua volta in favore del figlio Henri, ritirandosi a vita privata; nel 2005 resta vedovo e le sue apparizioni in pubblico si fanno sempre più rare anche a causa dell’età e della salute. Muore a 98 anni, nella notte del 23 aprile.
I funerali di stato si terranno sabato 4 maggio alle ore 11 nella Cattedrale di Notre Dame di Lussemburgo, dodici giorni di lutto – il tempo necessario perché si organizzino le delegazioni internazionali – con le bandiere a mezz’asta e la sospensione di ogni evento non necessario, bandita ogni frivolezza. Il capo del Governo ha annunciato che il lutto nazionale sarà sciolto sabato 4 maggio alle ore 18.00, ma si prevede che per la famiglia del Granduca duri più a lungo (nel 2005 per la morte della Granduchessa consorte ai sei giorni di lutto nazionale corrisposero le sei settimane per la famiglia). Il Granduca Jean riposerà nella cripta della Cattedrale, accanto alla moglie e ai sovrani che lo hanno preceduto.
Certa la presenza della famiglia reale belga (Josephine-Charlotte era sorella di Baldovino e Albert), e dato che le due figlie di Jean hanno sposato l’una un Asburgo Lorena, l’altra un fratello del principe regnante del Liechtenstein non mancheranno teste più o meno coronate.
Noi assisteremo col rispetto dovuto allo scomparso e alla sua famiglia, dato che vivere il proprio lutto in pubblico non è mai semplice.
P.S. Ci avviamo verso un periodo in cui i royal wedding saranno sempre meno, e i funerali sempre di più. Speriamo che, se non matrimoni, vedremo almeno tanti battesimi!
E per deliziare i royal watchers, e zittire qualche linguaccia, non solo è intervenuto, ma è entrato a Westmister Abbey in compagnia della cognata Catherine, che era sola in quanto William è in questi giorni in Nuova Zelanda. Entrambi di ottimo umore hanno elargito, e si sono scambiati, grandi sorrisi. La Duchessa di Cambridge era in ottanio, colore alla penultima moda che le dona assai: cappottino con gonna a ruota di Catherine Walker – che non mi fa impazzire, però lei è una delle poche che indossando quel modello non sembri un ombrellone – con cappellino coordinato firmato Rosie Olivia, addobbato con delle piume sistemate ad archetto in uno stile che ricorda il recinto di un’aiuola. Per essere un giorno di festa, in cui succede poco o niente, possiamo ritenerci più che soddisfatti.
Si parte bene! Nell’annuncio diffuso dalla Casa Bianca The Queen è definita Her Royal Majesty. Vediamo se anche stavolta Trump la fa aspettare e poi le passa davanti all’ispezione del picchetto d’onore. (Non ricordate? Ripassino qui
È scomparso nella notte il Granduca Emerito del Lussemburgo, padre dell’attuale sovrano, che ha diffuso questo comunicato «C’est avec grande tristesse que je vous fais part du décès de mon père bien-aimé, Son Altesse Royale le Grand-Duc Jean, qui nous a quittés dans la paix, entouré de l’affection de sa famille».
Le foto sono state scattate da mamma Catherine all’inizio di aprile ad Anmer Hall, la casa di campagna che i Cambridge hanno nel Norfolk,
Ma quanto somiglia ai fratellini?
Happy birthday piccolo!
Questo bel tipetto è Isabella, Principessa di Danimarca e Contessa di Montpezat, quest’ultimo titolo ereditato dall’amatissimo nonno Henrik, morto lo scorso anno. È la secondogenita, e prima femmina, del principe ereditario Frederik e di sua moglie Mary (che è appassionata di fotografia, questo scatto è suo). Direi che Isabella si stia avvicinando all’adolescenza con grazia e anche una certa grinta, il che aiuta. Come si vede, ama molto gli animali.
C’erano William e Catherine, splendente in un soprabito Alexander McQueen azzurro chiaro, già indossato cinque anni fa ugualmente per la Messa di Pasqua, ma in Australia; c’era Zara Phillips in soprabito rosa non particolarmente donante, col marito Mike Tindall.
C’era Harry senza Meghan, piuttosto teso per l’imminente nascita del primo figlio, che è arrivato col cugino Peter Phillips e la sua deliziosa moglie Autumn con vezzoso cappellino arricchito da fiori e veletta.
E naturalmente c’era lei, in una tonalità di azzurro tiffany con cappellino coordinato su cui troneggiavano due fiori rosa acceso piazzati un po’ come una lampada di Davy, ma che volete che sia. Nel video ogni dettaglio, da non perdere l’inchino del bambino che le offre un bouquet, e lei che all’uscita dalla chiesa cerca di controllarsi mentre… no, non ve lo dico, guardate voi
La signora è naturalmente Caroline de Monaco, principessa di Hannover; il signore con lei è Ettore Spalletti, pittore nato a Cappelle sul Tavo, in provincia di Pescara, dove ancora vive e lavora. Caroline ha visitato la mostra dell’artista, Ettore Spalletti, Ombre d’azur, transparence. Organizzata al Nouveau Musée National de Monaco nella sede di Villa Paloma, resterà in cartellone fino al 3 novembre.
Questa storia inizia prima ancora della nascita di Elizabeth, il giorno in cui l’auto del Duca di York investe inavvertitamente, uccidendolo, il cane di una bambina di nove anni, Thelma Evans. Scosso dall’accaduto il duca scrive una lettera ai genitori offrendo le proprie scuse e un altro cane in dono alla piccola, ma i genitori davanti alla profonda sofferenza della figlia preferiscono declinare. Qualche mese dopo il dolore è passato, ed è Thelma stessa a scrivere al duca: è entusiasta di ricevere il cane promesso; lui le risponde diplomaticamente che è meglio rispettare la decisione dei genitori (i grandi, sempre d’accordo tra loro!). Dev’essere allora che Thelma decide che non sarebbe rimasta mai più senza la compagnia di un cane, crescendo trasforma la sua passione in un lavoro e diventa una delle più quotate allevatrici britanniche. Negli anni ’20 si imbatte nel corgi, cane da lavoro diffuso nelle campagne gallesi e se ne innamora. Contribuisce a diffondere la razza, convince il Kennel Club a riconoscere due tipologie distinte, il Pembroke e il Cardigan, e partecipa alla fondazione della Welsh Corgi League. Trasforma in una star Red Dragon, un bellissimo maschio del suo allevamento, e il visconte Weymouth, futuro marchese di Bath, compra uno dei cuccioli per i suoi bambini, compagni di giochi delle figlie del Duca di York, che a loro volta si innamorano della bestiola. Il duca decide allora di prenderne uno per la sua Lilibet e la sorellina minore Margot; è il 1933 quando Thelma Evans arriva al 145 di Piccadilly con tre esemplari di Welsh Corgi Pembroke. Finalmente incontra faccia a faccia il duca, ma non gli rivela il precedente in comune (la storia sarà resa nota solo in seguito, quando Elizabeth è già sul trono). Gli York accolgono il primo corgi di una lunga serie, un maschio che viene chiamato Dookie ed è destinato a diventare un originale strumento di propaganda (o marketing politico, come diremo oggi).
Per Natale molti bambini trovano sotto l’albero il libro Our Princesses and Their Dogs, ricco di illustrazioni che deliziano i piccoli e rassicurano i grandi: il re ha una bella e solida famiglia nel più puro stile British, e ha già prodotto l’erede necessario, anzi due: the heir and the spare. I corgi – nel frattempo è arrivata Jane – diventano un eccezionale mezzo per far dimenticare la crisi e avvicinare il nuovo sovrano ai suoi sudditi, che impazziscono per queste bestiole.
Le due diventano inseparabili e Susan segue la sua padrona persino nella luna di miele in Scozia. La sua popolarità cresce talmente che l’anno dopo, alla nascita di Charles, il Mirror nella pagina dedicata ai bambini chiede consiglio ai piccoli lettori perché la cagnetta non si ingelosisca del neonato. Rispondono in moltissimi, come Alan Moore da Robertsbridge che dà la sua ricetta: «Primo. Mostratele il bambino accarezzandola. Secondo. Quando allattate il bambino tenete accanto a voi una tazza di latte o tè per Susan.»