Il monogramma di King Charles III lo conosciamo già da un mesetto e mezzo (La foto del giorno – La cifra di un re); ora è stato reso pubblico anche quello della Queen Consort, che la sovrana ha scelto tra varie proposte.
Sotto il simbolo della corona, la C di Camilla si intreccia alla R di Regina (in latino), in un disegno creato dal professor Ewan Clayton, calligrafo membro del consiglio accademico della Royal Drawing School, in collaborazione con Timothy Noad del College of Arms, il collegio araldico britannico. Il monogramma è strettamente personale e comparirà su molti oggetti della Queen Consort, dalla carta intestata alla croce che Camilla deporrà giovedì al Field of Remembrance, che ogni anno a Westminster Abbey ricorda il sacrificio dei caduti in guerra.
Lady Violet approva, gli svolazzi di questo monogramma fanno da contraltare perfetto al rigore di quello scelto da Charles; mi ricorda un po’ la carrozza di Cenerentola, anche se lei mi sembra piuttosto lontana dai personaggi delle fiabe. Questa moderna Cinderella sarà incoronata col suo principe ora diventato re, il prossimo 6 maggio.
Abbiamo spesso parlato del grande amore di Camilla per i libri, passione ereditata dal padre Bruce Shand. Dal 2013 partecipa alla consegna del Booker Prize, il premio letterario più importante al mondo, conferito annualmente a un romanzo pubblicato nel Regno Unito, e dona al suo autore fama planetaria. Tanto per fare un nome, Hilary Mantel, recentemente scomparsa, ha vinto il premio due volte per due dei libri che compongono la trilogia dedicata a Thomas Cromwell, nell’Inghilterra Tudor.
Ieri, per la prima volta, è intervenuta come Regina Consorte e ha consegnato il premio al vincitore di quest’anno, Shehan Karunatilaka, per il romanzo The Seven Moons of Maali Almeida.
Camilla è arrivata in compagnia della sorella minore Annabelle Elliot (la signora con giacca nera a camicia bianca alle due spalle), il cui nome ha a sua volta un sapore letterario; a me evoca Anne Elliot, protagonista di Persuasion, romanzo della maturità di Miss Jane Austen.
La Queen Consort ha riciclato l’abito in pizzo nero indossato nella prima foto ufficiale col marito Re e i Principi di Galles: Ritratti (parte prima), ma era difficile staccare gli occhi dagli orecchini di diamanti della linea Alhambra di Van Cleef & Arpels. E veniamo alla ragione vera di questo post: che ne direste se iniziassimo a indagare meglio tra i suoi gioielli? I diamanti di Her Majesty mancano troppo ..
Riuscite a immaginare qualcosa di più simpatico e dolce di questa fotografia?
Queen Camilla è ritratta dal fido Chris Jackson con alcuni dei circa mille Paddington che sono stati lasciati davanti alle residenze reali nei giorni del commiato alla Regina.
I peluche sono stati raccolti lavati e igienizzati e ora sono pronti per essere donati ad altrettanti bambini in difficoltà grazie a Barnardo’s, charity che si occupa dei più vulnerabili.
La fotografia è stata scattata a Clarence House – dove i nuovi sovrani continueranno a risiedere – lo scorso 13 ottobre: lo stesso giorno in cui fu pubblicato il primo libro con le avventure dell’orsetto, sessantaquattro anni fa.
Il video con Queen Elizabeth e Paddington che a Buckingham Palace prendono tea & marmalade sandwich durante il Platinum Jubilee resterà nella memoria. E dimostra ancora una volta il sense of humour della defunta sovrana, e la capacità di parlare attraverso i simboli in cui i Britannici sono maestri.
Ora è ufficiale, c’è la data in cui King Charles III sarà incoronato! Smentendo le voci che parlavano del 3 giugno, il grande giorno sarà il prossimo 6 maggio.
La cerimonia a Westminster Abbey durerà solo un’ora invece delle quattro dell’incoronazione di Elizabeth II, e Camilla sarà incoronata Queen Consort accanto al marito.
Dunque sarà un giorno dedicato solo a loro, senza il rischio che l’anniversario – il settantesimo – dell’incoronazione materna possa soverchiare quella di Charles. Un riferimento familiare però è presente: il 6 maggio 1910 il bisnonno George V divenne Re alla morte del padre Edward VII.
Il 6 maggio è anche il giorno in cui Archie, il nipotino angloamericano, compirà quattro anni; vorrà qualcosa? Non ci resta che aspettare.
La sera di domenica 18 settembre, prima di accogliere a Buckingham Palace sovrani e capi di stato che il giorno dopo avrebbero preso parte ai solenni funerali della defunta Queen Elizabeth II a Westminster Abbey, Chris Jackson fotografa i nuovi Sovrani e nuovi Principi di Galles, in quello che è il primo ritratto ufficiale della nuova Carolean Era, l’età di King Charles III.
(Ph: Chris Jackson)
Il Re, l’Erede e le due consorti sono naturalmente vestiti a lutto; elegantissimo Charles, as usual, un po’ impiegatizio William; da notare però l’orlo dei pantaloni di entrambi, ah se qualcuno dalle parti di Monaco prendesse ispirazione! Camilla ha riciclato l’abito in pizzo nero Fiona Claire Couture già indossato il 10 settembre per la proclamazione del marito (Le foto del giorno – ‘A livella). Anche Catherine ricicla la sua mise indossando il Beau Tie Coat di Catherine Walker, già scelto per il funerale del principe Philip (L’addio a Philip. Qualche dettaglio, qualche risposta.) e indossato di nuovo in versione rosso Natale per il concerto di canti tradizionali a Westminster Abbey (Le foto del giorno – Together at Christmas).
(Ph: Royal Collection Trust)
Se la prospettiva dell’immagine vi sembra un po’ strana, è perché il quadro sullo sfondo non si trova alle spalle dei quattro (eviterei di usare ancora l’espressione Fab Four, che già non ha portato granché bene, e in fondo non assicurò una unione armoniosa nemmeno agli originali); li divide una scalinata e loro sono davanti alla balaustra. La fotografia infatti è stata presa sulla Minister’s Staircase, la scalinata che sale il Prime Minister per ricevere l’incarico di formare il governo. Il ritratto raffigura il futuro re George IV quando era ancora Principe di Galles, con indosso il mantello di velluto blu dell’Order of the garter, e in mano il cappello piumato.
(Ph: Royal Collection Trust)
Autore dell’opera è John Hoppner; figlio di un medico tedesco che lavorava alla corte di George II, fu incoraggiato dal suo erede George III a studiare pittura. In seguito alla morte di Joshua Reynolds, nel 1793, divenne il principale ritrattista del Principe di Galles. Non saprei dire se l’inserimento del quadro come sfondo sia casuale, tendo a pensare di no, ma è comunque interessante. George IV, che fu reggente per il padre malato dal 1811 al 1820 (se non avete mai visto il film La pazzia di Re Giorgio ve lo consiglio) è stato spesso evocato nella prospettiva che Charles potesse a sua volta assumere la reggenza per la madre. L’epoca Regency, oltre a vedere la vittoria nelle guerre napoleoniche, fu l’età di un grande sviluppo delle arti, e del riassetto urbanistico di Londra grazie alla volontà del reggente che il grande architetto e urbanista John Nash tradusse in opera; ancora oggi una delle strade più belle e importanti della capitale britannica, Regent Street, ce lo ricorda. E intervenire nell’urbanistica della Londra contemporanea è stato sempre uno dei desideri di Charles III.
Riferimenti culturali a parte, ciò che rende questo ritratto fotografico un unicum è la posa dei protagonisti. L’impianto è classico, con i due uomini ripresi frontalmente a comunicare il loro potere, mentre le signore ai due estremi racchiudono l’immagine ammorbidendola e rendendola meno rigida nell’accenno di un movimento. Poi però il Re, che tiene la mano sinistra in tasca in un gesto che gli è abituale, con la destra cinge la vita della moglie, e lei quella di lui. Questa immagine più di tante altre racconta il rapporto che c’è tra i due, e ha superato decenni dolori e disastri: Charles e Camilla sono innanzi tutto amici e complici, un tipo di legame che spesso è più forte e duraturo dell’amore. Anche la Principessa di Galles sembra allungare un braccio dietro la schiena del marito, non saprei dire se per abbracciarlo o semplicemente per appoggiare la mano sulla balaustra. Come dimostra la posizione da calciatore schierato in attesa del calcio di punizione di William, in queste occasioni non si sa mai dove mettere le mani!
A questo punto qualcuno chiederà perché mancano i Sussex. Semplice, intanto non essendo working royal non erano presenti al ricevimento prefunerale, ma soprattutto questo ritratto non rappresenta Il re e la sua famiglia ma presente e futuro della monarchia britannica. A voler essere pignoli, manca il piccolo George, ma non era certo occasione adatta a un bambino di nove anni.
Non temete però, Harry e Meghan hanno risposto alla loro maniera; stay tuned.
Mi avete segnalato il sito di un famoso magazine che racconta come i due corgi di Sua Maestà sarebbero rimasti con lei, sul suo letto, vegliandola fino all’ultimo istante. La notizia è attribuita a “fonti ufficiali di palazzo” senza ovviamente dire quali; io però non ho trovato nulla. Va detto che lo stesso articolo è così credibile da situare il trapasso della sovrana “la notte dell’8 settembre”; non è tuttavia la scarsa accuratezza di certa stampa l’argomento di questo post.
(Ph: REUTERS/Peter Nicholls/Pool)
Non saprei dire se le due bestiole fossero davvero piazzate sul letto regale nel momento del passaggio; è possibile e dipende anche da come sia giunta la fine (se fosse stata necessaria un’assistenza medica costante dubito che avrebbe potuto consentirne la presenza anche perché i corgi, soprattutto al cambio di stagione, perdono i peli a ciocche). L’argomento del post sono loro, i corgi, e il legame con la loro augusta padrona, tanto forte e particolare che ormai la razza è universalmente nota come “i cani della regina”. Per la storia dei corgi reali vi rimando a questo link: Dog save the Queen!; mentre vi rassicuro sulla sorte dei due cagnolini che hanno assistito al passaggio del feretro a Windsor: sono stati adottati dal Duca di York, che li aveva donati alla madre (se poi non vi sentiste particolarmente rassicurati, considerate che anche dagli York abbonda la servitù dunque, se non proprio Andrew con le sue manine o Sarah che con lui abita da divorziati in casa, qualcuno che porta fuori le creature, le sfama e le disseta, ci sarà).
Nella sua lunga vita la regina ha avuto una trentina di corgi, tutti discendenti dalla capostipite Susan, arrivata in dono per i suoi diciotto anni. Col passare degli anni la linea di sangue dei Windsor Corgi si è estinta; alla sovrana era rimasta solo Candy, una dorgi (un incrocio, generato dall’amore clandestino tra un corgi e Pumpkin, bassotto della principessa Margaret), che è morta questa estate alla bella età di 18 anni; un altro dolore per Sua Maestà. Invecchiando Queen Elizabeth aveva deciso di non continuare con l’allevamento né sostituire i cani alla loro morte, ma poi il figlio Andrew ha cercato di addolcirle la vedovanza donandole Fergus e Muick (chiamato così dal Loch Muick, lago scozzese all’interno dell’area di Balmoral); il primo è moto dopo pochi mesi, ed è stato sostituito da Sandy.
Il legame tra il monarca e il cane è lungo e profondo; la storia dell’arte è piena di ritratti reali in cui l’uno accompagnano l’altro. E forse qualcuno ricorderà nel 2005 i funerali di un altro sovrano, Rainier III de Monaco, del cui corteo funebre faceva parte l’amato Odin.
(Ph: AP/Lionel Cironneau,Pool)
E i cani della regina? Ormai bisogna registrare l’avanzamento di carriera dei Jack Russell. Come Beth e Bluebell, i due esemplari che Camilla ha adottato dal Battersea Dog and Cats Home, il canile londinese di cui ha il patronage (La foto del giorno – Special preview)
Due settimane fa Her Majesty moriva peacefullly, serenamente, a Balmoral dopo una vita lunga 96 anni 4 mesi e 18 giorni; con lei al momento del trapasso erano i figli maggiori, Charles e Anne.
Due settimane, un tempo breve ma denso (anche per noi, data la copertura mediatica tanto ipertrofica quanto imprecisa). In due settimane molte cose sono cambiate: innanzi tutto il Regno Unito ha un nuovo re, che contrariamente ad ogni previsione si è tenuto il suo nome, diventando Charles III, anche se i due omonimi che lo hanno preceduto hanno avuto vite travagliate (e uno, Charles I, anche la morte, essendo stato l’unico sovrano britannico a finire decapitato).
C’è una Regina Consorte, fatto assolutamente non scontato fino al messaggio con via libera della defunta Queen Elizabeth nel giorno del settantesimo anniversario del suo regno. Gli otto nipoti della defunta l’hanno vegliata durante un quarto d’ora che avrà un suo piccolo posto nella storia e tra riti e miti della monarchia (Le foto del giorno – La vegliano i nipoti); i pronipoti hanno intenerito col la dolcezza e il dolore controllato al meglio possibile.
(Ph: WPA Pool/Getty Images)
I due corgi sopravvissuti, Muick e Sandy, sono stati adottati dal Duca di York, che li aveva donati alla madre dopo la scomparsa dei suoi.
(Ph: REUTERS/Peter Nicholls/Pool)
L’amato cavallo Emma ha offerto il suo omaggio durante la cerimonia finale a Windsor, indossando elegantemente sulla sella uno dei foulard tanto amati dalla sua padrona, che li preferiva al tradizionale cap per evitare di guastarsi la messa in piega.
Gli ormai non più giovaniI figli hanno commosso con gli occhi lucidi e la sofferenza non celata. Tra tutti, va detto, ha giganteggiato Anne, di solito raramente in primo piano a causa della lontananza dal trono – alla nascita era terza nella linea di successione, ora è sedicesima – e del carattere poco incline a ingraziarsi la stampa. In molti mi avete chiesto di conoscere meglio la Princess Royal, lo faremo presto.
Mentre continua l’omaggio dei sudditi, che restano in fila per molte ore pur di porgere l’ultimo saluto alla sovrana, ci si prepara ai solenni funerali di stato di lunedì. Nell’attesa torniamo indietro di qualche giorno, a quello della processione che ha portato il corpo della Regina da Buckingham Palace a Westminster Hall, per esaminare brevemente le mise delle royal ladies; potrebbero essere un anticipo di ciò che vedremo. Come sapete, la tradizione britannica vuole che siano gli uomini a seguire il corteo funebre, e così è stato anche questa volta, con l’eccezione della Princess Royal, che ha accompagnato sua madre accanto a fratelli e nipoti.
Il resto della Royal Family, schierata e in gramaglie, ha accolto il feretro.
La Regina Consorte
Camilla indossava uno dei vari abiti realizzati su misura per lei da Fiona Clare; semplice, elegante, accessoriato con scarpe scollate – abbastanza comode da accogliere il dito che la neoregina si è fratturato nei giorni scorsi – e un cappello nero che non le avevo mai visto. Ad attirare l’attenzione è però la spilla appuntata sul vestito, particolare per soggetto e dimensioni.
(Ph: Getty Images)
Non è di provenienza reale ma un dono che il defunto padre Bruce Shand le fece prima ancora che lei entrasse a far parte della Royal Family. Rappresenta un insetto stecco, molto comune alle nostre latitudini; contrariamente a quanto accade per altri – farfalle, api, libellule – non ha per noi una particolare valenza simbolica, ma per Camilla deve avere un significato particolare, probabilmente legato all’idea di vita dopo la morte o di rinascita. Infatti ha spesso indossato questa spilla in altre occasioni legate al ricordo (di suo padre ma non solo), o funebri, come il funerale di Lady Soames, la più giovane dei cinque figli di Winston Churchill morta nel 2014.
La contessa di Wessex
(Ph: Getty Images)
Sophie era particolarmente legata alla Regina, un legame probabilmente divenuto più stretto dopo la morte di sua madre, e il suo dolore in questi giorni è composto ma palpabile. Mercoledì ha indossato un vestito midi Chloé che sembra quasi un abito talare, impressione rafforzata dalla sobria calottina in crêpe di JT Millinery, e soprattutto dalla piccola croce al collo che dal giorno della morte della sovrana non si è mei tolta. Una scelta imitata il giorno dopo a Sandringham dalla nipote acquisita Catherine, quando col marito Wiliam ha incontrato le persone radunate fuori dalla residenza reale del Norfolk.
La principessa di Galles
(Ph: Mark Stewart/Avalon)
Molto compresa nel suo dolore e nel suo nuovo ruolo, Catherine ha optato per un cappotto nero Catherine Walker, un modello che ha già indossato più corto e color crema (Le foto del giorno – 7 giugno). Alle orecchie gli orecchini di perle che il gioielliere Collingwood donò in occasione delle sue nozze a Diana, cui apparteneva anche il braccialetto di perle che si intravvedeva al suo polso destro. Sulla spalla un gioiello di dimensioni importanti, la spilla a forma di foglia con tre grandi perle che risaltano sul pavé di diamanti. Un prestito della Regina, che l’ha indossata poche volte, una delle quali la visita nella Corea del Sud, nel 1999. Un giusto equilibrio tra l’omaggio alla sovrana e quello alla precedente Princess of Wales.
(Ph: Fiona Hanson/PA Images/Getty Images)
Interessante la scelta del cappello, un, pillbox di JT Millinery con veletta. Sembra che le royal ladies al funerale di stato copriranno il viso con un velo, come accadde settant’anni fa per la cerimonia di addio a George VI. Allora si trattava del classico velo da lutto, vedremo lunedì se la tradizione sarà rispettata, o se verrà interpretata in modo più moderno e, passatemi il termine, vezzoso.
La Duchessa di Sussex
(Ph: Tim Rooke/Shutterstock)
Veletta anche per Meghan, che indossa un berretto di Stephen Jones, decano dei modisti inglesi chic – suoi molti di cappelli di Diana – cui la duchessa si è rivolta per le ultime uscite inglesi, scelta che ha tutta la approvazione di Lady Violet, per quello che vale. Il cappotto invece è Givenchy Couture riciclato; lo ha indossato la prima volta al Remembrance Sunday del 2018.
(Ph: Ray Tang/Getty Images)
Alle orecchie piccoli orecchini di diamanti e perle, che la Regina le donò nel giugno 2018, qualche settimana dopo le nozze. Molto brava a non aggiungere altro (unica eccezione, probabilmente l’orologio e/o il bracciale, entrambi Cartier, appartenuti a Diana) e a portare i guanti.
A Londra sono le 19.35 quando la diretta BBC inquadra tre auto che si avvicinano a Westminster Hall, dove il feretro di Queen Elizabeth II riceve l’omaggio dei suoi sudditi (c’è stato anche David Beckham, in lacrime, dopo aver fatto ben 13 ore di fila, insieme a tutti gli altri).
(Ph: Sky News
Tredici minuti dopo tre colpi scandiscono l’arrivo di quattro persone. Sono il Re, la Princess Royal, il Duca di York, il Conte di Wessex. È l’ormai famosa Vigil of the Princes, la veglia al corpo della sovrana defunta, che già abbiamo visto a Edimburgo. Rispettando le previsioni, anche Andrew è in uniforme, per concessione del re; non vuol dire null’altro che questo, la possibilità di indossare di nuovo l’uniforme in una occasione particolare.
(Ph: Eddie Mulholland)
Sulla balconata laterale è schierata la Royal Family allargata: ci sono Camilla, Sophie con i figli, Tim Laurence, tutti nipoti della defunta sovrana tranne i Wales e i Sussex, molti pronipoti: la bimbe bionde, coi capelli fermati da fermagli o cerchietti di velluto nero. I cugini Kent e Gloucester, con figli e nipoti.
(Ph: Eddie Mulholland)
Domani si replica, a vegliare la nonna saranno tutti gli otto nipoti, insieme. William sarà in uniforme, e anche Harry. I quindici minuti della veglia sono passati, all’interno dell’edificio l’omaggio continua. Da fuori giungono gli applausi al Re. Long live the King!
Mentre il feretro di Queen Elizabeth lascia per sempre Balmoral alla volta di Edimburgo, noi facciamo brevemente il punto sulle ultime ventiquattr’ore. Nonostante l’importanza della cerimonia con cui sabato mattina Charles è diventato King Charles III, ciò di cui tutti hanno finito per parlare è rappresentato in questa foto: i due figli del nuovo sovrano e le loro mogli nuovamente insieme, a Windsor.
(Ph: Chris Jackson/Getty Images)
Le due coppie sono uscite dai cancelli del maniero per salutare i presenti e ammirare i fiori lasciati in omaggio alla regina scomparsa. Catherine, neo Principessa di Galles, dritta come un fuso e affilata come un rasoio, procede con passo da bersagliere. La cognata Meghan, che rimane Duchessa di Sussex – e rimane overseas, come ha amabilmente sottolineato il suocero nel suo discorso – appare meno sicura, infagottata nel vestitone nero. Non è strano, in fondo l’una è nel suo ambiente, l’altra no. Tra loro i rispettivi mariti, vicini e distanti. Bravi, un gesto che andava compiuto, anche se non credo che cambi qualcosa, almeno per il momento. Confesso che guardandoli più che i Fab Four mi vengono in mente i Neri per caso.
(Ph: Jonathan Brady/POOL/AFP/ Getty Images)
Come di diceva, l’evento clou della giornata è stata la proclamazione del nuovo Re in una cerimonia dal sapore antico per la prima volta trasmessa in televisione. King Charles non ha nascosto né l’emozione né la tensione, evidenti soprattutto al momento della firma, ostacolata dall’improvvida presenza di un paio di oggetti da scrittoio che hanno impavidamente sfidato le ire reali. D’altronde il primo discorso del sovrano ha fatto cadere il velo di impeccabile, algido controllo che era stato la cifra della monarchia britannica finora. Bisogna marcare da subito le differenze col monarca precedente, e la comunicazione è il primo passo; non credo che si tornerà indietro.
(Ph: Victoria Jones/PA)
King Charles ha anche mostrato per la prima volta – in forma di spilla appuntata sulla cravatta – il suo monogramma, che reca l’iniziale del nome intrecciata alla R di Rex, in latino. Lo vedremo presto sostituire ER (Elizabeth Regina) su passaporti, banconote, monete, francobolli, cassette postali, alcune livree e uniformi.
(Ph: Jeff J Mitchell/Getty Images)
Stessa evidente commozione a Balmoral, dove la sorella e i fratelli del re, con coniugi e figli, hanno partecipato ad una funzione privata nella vicina Crathie Kirk fermandosi poi a salutare e a ringraziare i presenti per la vicinanza, il rispetto, l’affetto, i fiori. Mai li avevamo visti manifestare così apertamente le proprie emozioni; commossa la solitamente controllata Anne, contrito l’arrogante Andrew – molto affettuoso con le figlie – angosciato il tenero Edward, sconvolta la moglie Sophie. Guardate il video; vederli allontanarsi insieme, abbracciati (minuto 3’30) è davvero toccante. https://videos.dailymail.co.uk/video/mol/2022/09/10/2970358429742485038/480x270_MP4_2970358429742485038.mp4
Confermate data e ora dei solenni funerali di stato di Queen Elizabeth II; saranno celebrati lunedì 19 alle 11:00 (le 12:00 in Italia) a Westminster Abbey, alla presenza dei potenti della terra.
Il calendario completo lo trovate qui: The day after