Meghan in black and white

Ieri avete dato retta a Lady Violet e avete sostituito (parte di) Sanremo con la diretta dei Duchi di Sussex tempestivamente postata? Lo so che non l’avete fatto, non dite bugie che poi vi cresce il naso e molti di voi non ne hanno proprio bisogno! Se aveste dato un’occhiata avreste visto Meghan très chic in black&white. Meghan EFA 2Stessa scelta cromatica l’aveva fatta anche lo scorso anno per la medesima occasione, gli Endeavour Fund Awards, ma il completo pantaloni nero con camicia bianca che si era attirato anche qualche critica – troppo nero, troppo metropolitano, troppo poco royal – stavolta è stato sostituito da qualcosa di senz’altro più adatto al pancione che cresce a vista d’occhio. Vestita Givenchy, una della sue Maison di riferimento, quest’anno ha invece optato per gonna lunga nera e camicia bianca.

 

Ora, so di non essere obiettiva, ma io ho un debole per le camicie bianche, meglio ancora se con le maniche arrotolate. versace jeans e setaD’altro canto ho anche un debole per le camicie indossate la sera; ricordo che negli anni ’90 Versace aveva vestito le supertop (che peraltro aveva inventato lui) con semplici camicie di jeans abbinate a gonne sontuosissime in quelle meravigliose sete stampate che erano uno dei suoi marchi di fabbrica. Dunque non sarete sorpresi se oggi promuovo la duchessa senza se e senza ma. Poi certo, la camicia è tutt’altro che impeccabile – temo che dovremo dimenticarci la perfezione dell’accoppiata Audrey-Hubert – certo, la linea della gonna, soprattutto se vista di profilo, lascia un po’ perplessi, però nella fase finale della gravidanza è un peccato veniale. Bellissime le scarpe di Aquazzurra, senza infamia e senza lode la clutch nera sempre Givenchy.

Insomma, ottima Meghan, molto meglio di Sanremo!

Abiti, dicevamo?

Non facciamo in tempo a parlare di abiti che ecco da Londra arrivare un’interessante notizia. Vi ricordate l’abito da sposa di Eugenie di York, che tanto c’era piaciuto?eugenie wedding bouquetDomanda retorica, certo che ve lo ricordate. Bene, questa meraviglia – insieme col tight dello sposo – sarà in mostra al castello di Windsor nei prossimi mesi di marzo e aprile. E chi andrà per voi a vederlo per poi raccontarvi tutto? Altra domanda retorica.

Nel frattempo, per rinfrescarvi la memoria, ecco il post dedicato a Eugenie splendida sposa: Royal Wedding! La Sposa

Se poi, Brexit permettendo, state pensando di fare un salto in Albione e non vi dispiacerebbe una gita fuori porta al castello, qui trovate tutte le informazioni: https://www.rct.uk

Breaking News – I Duchi di Sussex in diretta

Questa sera Harry e Meghan parteciperanno agli Endeavour Fund Awards, in onore di tutti coloro che, dopo aver riportato ferite o mutilazioni in servizio, hanno compiuto il faticoso percorso di riabilitazione impegnandosi nello spost o accettando la sfida di imprese impegnative. sussexes endeavourCome sapete è un argomento che sta molto a cuore ai duchi, sempre in prima fila nel sostenere iniziative di questo genere. Se volete seguire la diretta, o semplicemente dare un’occhiata, seguite il link qui sotto. La trasmissione inizia alle 21.00 ora italiana. Buona visione!

La foto del giorno

D’accordo, la fotografia di oggi è un tantino autocelebrativa, ma così mi sembra di pagare un piccolo debito contratto con voi.

Ricordate quando avevamo parlato della possibilità di scrivere ai reali, magari inviando auguri per qualche occasione, e della loro buona abitudine di rispondere a tutti? (se non ricordate non importa, il post lo trovate qui Royal Mail – Correspondence with Royals ) Detto, fatto. Questa è la risposta del principe di Galles al mio happy birthday!

Dopo aver apprezzato l’aria da figo del ringraziante festeggiato – e basta essere considerato il più brutto di famiglia! – vi prego notare la raffinatezza del leggerissimo calzettone di seta, i revers abbastanza ampi da sostenere il doppio petto della giacca, che resta ragionevolmente impeccabile pur totalmente abbottonata sul principe seduto. Sublime la pochette bicolore; e qui il pensiero corre a certi sovrani di un principato sul mare, grandi appassionati di pochette di raso colorato – di solito rosso o bluette – che li fanno pericolosamente sembrare appena usciti da un film di Scorsese.

Volete provare anche voi il brivido di una royal reply? Ecco le prossime date:

  1. 19 febbraio, compleanno di Andrew Duca di York (59 anni)
  2. 10 marzo, compleanno di Edward Conte di Wessex (55 anni)
  3. 21 aprile, compleanno di Her Majesty (93 anni)
  4. 23 aprile, compleanno del principe Louis di Cambridge (1 anno)
  5. 2 maggio, compleanno della principessa Charlotte di Cambridge (4 anni)
  6. 10 giugno, compleanno di Philip, Duca di Edimburgo (98 anni)
  7. data da destinarsi, nascita di baby Sussex.

Si fa presto a dire corgi

Vagolando per il web approdo su Noblesse & Royauté, sempre ricco di notizie e immagini dal mondo del Gotha. Sfoglio la pagina e mi compare questa foto. Poiché da quattro anni e mezzo divido la mia vita con una corgi, posso astenermi dal commentare? No, of course.corgi mascherinaAndiamo con ordine.

  1. Personalmente detesto queste forme di antropizzazione degli animali in generale e dei cani in particolare, e voi cari redattori di N&R non avete capito chi avete davanti. Il corgi, il cane della Regina, è un essere molto dignitoso con un gran carattere e una notevole autostima per cui, se cercate di fargli fare la figura del cretino, prima vi sgriderà con un sonoro wooofff (i corgi non fanno bau, fanno wooofff), poi vi fulminerà con uno sguardo sdegnato e se ne andrà impettito in un’altra stanza, sculettando.
  2. Potrete ottenere il suo perdono in due modi: una doppia dose di pappa a cena oppure una sessione del suo gioco preferito, nel caso della mia Purple fare la (finta) lotta. Con una netta preferenza per la prima opzione, nella mia esperienza.
  3. La mascherina “indossata” dal corgi fa parte della collezione ‘Oh So Royal’ disegnata da Karen Mabon in esclusiva per Buckingham Palace. corgi scarfDisponibile in viola o turchese, è realizzata in seta e comprende anche un pigiama e un foulard. Che Lady Violet ha acquistato a Londra e indossa da vari mesi. Anzi, visto che ora c’è anche il cuscino quasi quasi…
  4. Sì, lo so, è in uscita un film animato con un corgi, che appartenendo alla Regina è stato battezzato col rivoluzionario nome di Rex. Mi interessa? Così così. Andrò a vederlo? Non saprei, dipende se Purple mi darà il permesso. Il corgi è ovviamente il soggetto ideale per questo genere di film, simpatico, cicciottello, puccioso – in una parola irresistibile – l’ambientazione sembra fatta apposta per noi royal addicted, ma la vita con uno di loro, credetemi, è un’altra cosa. Esempio: Purple, vuoi farti una bella foto che oggi la mettiamo sul blog? Risposta:

 

La foto del giorno

Sessantasette anni fa Elizabeth divenne regina mentre si trovava in Kenya, prima tappa del viaggio che l’avrebbe portata, insieme col marito, in Australia e in Nuova Zelanda. Quel viaggio si interruppe bruscamente per la morte del padre (qui tutta la storia A Royal Calendar – 6 febbraio 1952 ), ma meno di due anni dopo la sovrana compì un viaggio trionfale nei due paesi dell’Oceania, il primo di una lunga serie. queen new zealand 1977Per una di quelle coincidenze della storia che a volte capitano, oggi i cittadini neozelandesi – che sono membri del Commonwealth – ricordano la morte di re George VI e l’ascesa al trono di Elizabeth, e celebrano pure la loro festa nazionale, il Waitangi Day, che ricorda la firma del primo trattato tra rappresentanti della Corona britannica e capi Maori.

Lady Violet dedica la giornata di oggi alla sovrana, ed eccola qua, sorridente e impeccabile as usual, durante la visita in Nuova Zelanda del 1977. Sia lei sia il principe Philip indossano il tipico Kahu-Kiwi Maori, il mantello realizzato con le piume di kiwi (nel senso del pennuto simbolo del paese, non del frutto – neozelandese pure lui – che sembra derivi il suo nome da una vaga somiglianza col suddetto pennuto).

A Londra la New Zealand Society UK celebra la giornata col tradizionale Waitangi Day Ball e con una funzione religiosa nella chiesa di St Lawrence Jewry.

A Westminster Abbey d’altro canto oggi le campane suonano per celebrare l’Accession Day della sovrana, mentre salve di cannone vengono sparate dalla King’s Troop Royal Horse Artillery a Green Park e dalla Honourable Artillery Company alla Tower of London.

Per Sua Maestà invece questo è un giorno da trascorrere in privato, ricordando l’amatissimo padre.

 

A Royal Calendar – 6 febbraio 1952

Oggi sono 67 anni che la prima ragazzina a sinistra nuota tra i perigliosi flutti del trono. FB_IMG_1549436802994All’inizio del 1952 la salute di re George VI, che ha solo 56 anni, declina rapidamente a causa di un tumore polmonare. La figlia Elizabeth lo sostituisce in una serie di occasioni, tra cui l’impegnativo tour in Australia e Nuova Zelanda per cui è in partenza. Il 31 gennaio, nonostante il parere contrario dei medici, il re accompagna la figlia all’aeroporto; è l’ultima volta che i due si vedranno (in fondo al post trovate il video di quella mattina). treetops lodge queen elizabethPrima tappa del viaggio è il Kenya e i principi, dopo la tappa nella capitale Nairobi, raggiungono l’Aberdare National Park; alloggeranno al Treetops Lodge, in una sorta di casetta su un albero, ideale per godere appieno dei meravigliosi panorami del parco e di tutti gli animali che lo popolano. È il 5 febbraio, in mattinata la coppia incontra la stampa, ma il resto della giornata è dedicato ad esplorare questo luogo magico. La giovane principessa è deliziata dagli elefanti, affascinata dalla natura selvaggia, filma tutto con una piccola telecamera.

Il re, dopo aver salutato figlia e genero a Heatrow, è rientrato a Sandringham, e quel giorno partecipa a una battuta di caccia nella tenuta reale, poi va a dormire; la mattina del 6 non si riesce a svegliarlo, la regina consorte accorre e comprende immediatamente cos’è accaduto. Il re è morto, viva la regina! Viene avvisato il Primo Ministro, Winston Churchill; John Colville, suo segretario privato, lo trova nella sua camera da letto che fissa davanti a sé, con le lacrime agli occhi. E la nuova sovrana? “non la conosco” risponde Churchill “ed è solo una bambina”.

Elizabeth è regina, ma non lo sa ancora. Si gode la breve vacanza, e la mattina si è svegliata presto per vedere l’alba. philip elizabeth kenyaPiù tardi, il maggiore Norman Jarman, manager del resort, sta bevendo uno sherry con Martin Charteris, segretario privato di Elizabeth, quando riceve la telefonata del direttore del Nairobi che ha appena ricevuto la notizia. Arrivano altri giornalisti allertati dalle news da Londra, ma incredibilmente le fonti ufficiali tacciono. Il maggiore Jarman telefona a Buckingham Palace, e qualcuno, dall’altra parte del filo, resta pietrificato nell’apprendere che Elizabeth non è stata ancora avvertita. Sarà Philip, ora principe consorte, a dare la notizia alla moglie. Quando Martin Charteris raggiunge la nuova sovrana, la trova seduta eretta, consapevole del suo destino. Le chiede quale nome intende assumere “my own, of course” risponde Elizabeth II. queen elizabeth back from kenya 1952Il 7 febbraio la regina atterra a Londra; ad attenderla ai piedi della scaletta ci sono Churchill, Attlee, Eden. È l’inizio del regno più lungo della storia britannica.

Sir Harold Nicolson, politico e diplomatico, scrisse nel suo diario “la Principessa Elizabeth sta rientrando dal Kenya. È diventata Regina mentre, appollaiata su un albero in Africa, guardava i rinoceronti avvicinarsi allo stagno per bere.”

 

(Ph. dal web)

La foto del giorno

Questo è un post che vale doppio, non solo foto del giorno ma anche Royal Calendar, dato che la bella signora a sinistra nella fotografia oggi compie 47 anni. mary cancer award 2019Mary Elizabeth Donaldson nasce a Hobart, in Tasmania, quarta e ultima figlia di una coppia di scozzesi emigrati in Australia (come dimenticare il padre John che l’accompagna all’altare in kilt?). Mary, una laurea in Commerce and Law nel curriculum, nel 2000 lavora a Sidney quando durante le Olimpiadi incontra il suo destino nelle vesti del principe ereditario danese, che tanto per cambiare lei non riconosce. Nasce l’amore, i due si rincorrono letteralmente per mezzo mondo e alla fine si sposano a Copenaghen il 14 maggio 2004. In questi quindici anni lei dà alla luce quattro bambini – due maschi e due femmine – e si crea una solida reputazione di stile ed eleganza, tanto che oggi è considerata una delle donne più chic della terra, con o senza corona.

Ieri, giornata mondiale contro il cancro, ha consegnato il Danish Cancer Society Award a coloro che nel paese si sono particolarmente distinti nella lotta alla malattia. Eccola nel foyer, con un impeccabile smoking doppio petto (Armani?) e clutch Vuitton; scelta perfetta: rigoroso quanto basta per l’occasione e altrettanto glamorous.

Inventato da Monsieur Yves Saint Laurent nel 1966 lo smoking pour femme rispetto a quello maschile è meno formale e consente molte più libertà, tanto che negli anni ’80 il couturier ne creò uno con la gonna al posto dei pantaloni per la sua musa Catherine Deneuve. Di YSL si dice che se Mademoiselle Chanel con la sua moda ha liberato le donne, lui ha dato loro il potere, declinando al femminile i capi base del guardaroba di monsieur: la sahariana, il giaccone da marinaio, il trench e appunto lo smoking. Però non è che sia stato proprio il primo, mai sentito parlare di Marlene Dietrich?

La foto del giorno

Altro che cappottoni, altro che stivaloni, Her Majesty affronta il freddo di questi giorni con lo stile che la contraddistingue e all’ultima messa domenicale – nella St Peter and St Paul church a West Newton – è arrivata pretty in peach.

pretty in peach

(Ph. Lynn News)

Eccola in tutto il suo splendore: abito e cappottino in lana bouclé con grossi bottoni di madreperla in tinta, cappello abbinato (ricoperto dello stesso tessuto del completo, con la tesa in paglia) e la Triangle Pearl Brooch appuntata sulla spalla. Sono gli ultimi giorni a Sandringham, dopodomani ricorderà in privato i 67 anni dalla morte del padre e la sua ascesa al trono, e tornerà a Londra.

C’è stato anche un grazioso siparietto tricolore, poiché tra le persone in attesa di salutarla c’era anche la veronese Silvia, 21 anni, che ha rivolto alla sovrana un bel buongiorno! in italiano (oltre all’invitabile good morning), ricevendo in cambio un regale sorriso. La regina ha chiesto se fosse lì in vacanza, e Silvia ha risposto che lavora come terapista per persone con disabilità nell’apprendimento a King’s Lynn. Brava Silvia, e che invidia!

Ad accompagnare Sua Maestà in questa occasione una lady-in-waiting molto vicina alla famiglia reale. La bionda signora con un elegante mantello double in beige e crema – per cui mia madre avrebbe fatto carte false – e un infelice pillbox che sembra più una torta a strati cioccolato e nocciola è Lady Penny Knatchbull, moglie dell’attuale terzo Earl of Burma, il cui nonno era Lord Mountbatten, l’amato zio Dickie del principe Philip.

Di Lady Penny – e della sua abituale eleganza – parleremo ancora, qui vi lascio i link ai post su Lord Mountbatten e la sua vita.

A Royal Calendar – 25 giugno 1900 (parte prima)

A Royal Calendar – 25 giugno 1900 (parte seconda)

La foto del giorno

Disclaimer: quello di oggi non fa parte della serie di bellissimi outfit che vi ho promesso, è una foto di cronaca, che ci riguarda pure un po’.

anne six nations

(Ph. BBC – Fair Use)

Accade che sabato 1 febbraio sia iniziato il Sei Nazioni 2019, il torneo in cui ogni anno si sfidano le squadre di rugby di Francia Galles Inghilterra Irlanda Italia Scozia (in rigoroso ordine alfabetico). La nostra nazionale notoriamente non è la più forte, ma non importa. Sabato gli azzurri giocavano contro la Scozia nella freddissima Edimburgo. e nella tribuna d’onore non è mancata una grande tifosa, Anne The Princess Royal, attrezzata per affrontare qualunque temperatura. Confesso, la adoro; una lezione di self-confidence per tutti. E sono certa che anche il risultato finale, oltre al cappello di lana con bordo di pelo, avrà contribuito a scaldare la principessa: gli Highlander ci hanno battuti 33 a 20. Al momento siamo ultimi nella classifica provvisoria, il che vuol dire che possiamo solo migliorare. Forz… no, daje Italia!

Se poi vi fa piacere vedere (o rivedere) qualcosa sempre legato al rugby, ma leggermente più entusiasmante, ecco il celeberrimo video girato per la Rugby World Cup del 2015; è bellissimo, e al minuto 2’15 pure royal… https://www.youtube.com/watch?v=Z3Mbd9W9u50