Settantatre!

E sono 73! Settantatre anni da quel giovedì di novembre, il giorno in cui gli Inglesi si resero conto che la guerra era davvero finita, e iniziava un nuovo ciclo.

E il mondo si innamorò di quella graziosa principessa, delicata e volitiva, e del suo affascinante sposo.

Qui trovate il post dedicato a questo anniversario Settantatre anni, verso l’infinito e oltre

Breaking News

Una notizia fantastica che mi ha riempita di allegria, da condividere assolutamente.

Questa mattina è stato reso noto che nel Regno Unito il primo weekend di giugno 2022 sarà un lungo weekend di festeggiamenti, da giovedì 2 a domenica 5. Sì, avete letto bene, il 2022 non 2021. Che cosa si festeggerà? Semplice, il Platinum Jubilee di Sua Maestà che avrà raggiunto, prima nella storia, i 70 anni di regno.

Una notizia strardinaria almeno per due ragioni:

  1. Nel momento di massima incertezza c’è qualcuno che fa progetti per il futuro. E questi sono il valore e la forza del simbolo di cui spesso parliamo.
  2. Her Majesty progetta di restare sul trono e tra noi ancora a lungo. God save the Queen! Lady Violet inizia già ad organizzarsi, che per il Diamond Jubilee si divertì moltissimo.

Remembrance Sunday 2020

Lady Violet chiede venia, aveva capito che ogni cerimonia fosse stata sospesa nel Regno Unito in lockdown.

Invece oggi la Regina accompagnata da una parte significativa della Royal Family è comparsa al Cenotaph per celebrare solennemente Remembrance Sunday, nel rispetto del social distancing: presenti le massime autorità del Paese, assenti gli spettatori.

Adeguatamente distanziata dalla sua Lady in waiting, Her Majesty ha seguito la cerimonia dal balcone del Foreign Office su Whitehall. In total black come durante la visita all’Unknown Warrior (Le foto del giorno – Remembrance days) ma con alcune significative differenze. Per Sua Maestà una mise completamente diversa da quella: cappotto a doppio petto invece che a un petto solo, altro cappello, e soprattutto altre spille.

Quella di brillanti è la Dorset Brow Brooch, dono di nozze della nonna Queen Mary che l’aveva a sua volta ricevuta (dalla Contea del Dorset of course) andando sposa nel 1893 al futuro George V. Oltre a evocare grazie alla sua forma ogni legame – con gli antenati, il Paese. la famiglia – è un gioiello indossato spesso in occasioni importanti come il battesimo del figlio Charles e il funerale dello zio Duca di Windsor, e altrettanto spesso per fermare i rossi poppies indossati in questi giorni. Che oggi, per un’occasione ufficiale, sono cinque, mentre l’altro giorno uno solo. Il che avvalora l’ipotesi che ciascuno rappresenti un diverso Corpo militare: esercito, marina, aviazione, difesa territoriale e ausiliarie.

Distanziate sul balcone accanto le future regine Camilla (qualunque sarà il titolo che assumerà) e Catherine.

La Duchessa di Cornovaglia, che a luglio ha sostituito il suocero come Colonel-in-chief dei Rifles, porta il badge del reggimento a fermare il Remembrance poppy, appuntato sull’ampio rever del colletto decorato da una una dentelle. Francamente non mi fa impazzire, una mise un po’ troppo vecchio stile, bottoni gioiello compresi. Il cappello Philip Treacy, che è un riciclo del 2014, non è il modello che le dona di più, ma svecchia un po’ l’insieme. Thanks God ci sono certi collier di perle!

Quanto alla Duchessa di Cambridge: bellissima lei, allure perfetta e quasi regale, ma il cappotto no dai. Catherine fa spesso lo stesso errore (grave, per la mia generazione) che è quello di vestirsi in stile militare in occasioni incentrate sui militari veri. Non si fa! Così come non ci si veste da ammiraglio in crociera. Come non bastasse, in questo caso alla maison Catherine Walker hanno deciso di eccedere, e oltre al rigore della linea, le grandi tasche e il colletto coreano hanno aggiunto anche una coppia di spalline con frange ton-sur-ton. Dimenticando che da generalissimo a portiere d’hotel è un attimo (commento ispiratomi da una fedele lettrice). Il bellissimo cappellino di Philip Treacy fa quel può, ma in questo caso neanche lui può.

Poi certo fa sempre la sua figura, anche mascherata e accompagnata.

Affacciati all’ultimo dei tre balconi altri due consorti: l’Ammiraglio Tim Laurence, marito della Princess Royal, e la Contessa di Wessex. Sophie mi è sembrata in tono un po’ minore, con mantella a bottoni dorati e un cappello che sarebbe piaciuto alla Queen Mary cui sarebbe stato assai meglio. Almeno siamo felici di vederla essere uscita indenne dal periodo di quarantena, reso necessario dal contatto con un positivo.

Ovviamente assenti (per ragioni notoriamente diverse) il Principe Philip e il Duca di York, a deporre le corone di papaveri rossi sono stati gli alti tre figli della sovrana: il Principe di Galles, il Conte di Wessex e la Princess Royal, oltre che il nipote Duca di Cambridge. Il Times riporta che dalla California Harry, con una decennale carriera militare alle spalle, avrebbe chiesto a Buckingham Palace che venisse deposta anche una corona in suo nome, ricevendo un rifiuto che lo avrebbe addolorato molto. Il Duca di Sussex ha però partecipato con un breve messaggio a un podcast militare diffuso oggi in onore della giornata. Misera consolazione.

Come da tradizione, altre corone sono state deposte dai protagonisti della politica, in testa il Prime Minister Boris Johnson e il leader dell’opposizione Sir Keir Starmer. BoJo, accompagnato dalla solitamente fidanzata Carrie Symonds – délabrée quanto lui, quando si dice trovarsi – è sembrato di ottimo umore.

Lady Violet pensa d’altro canto sia uno di quelli che ridono ai funerali.

Due regine, due lutti

Ieri i sovrani di Svezia hanno partecipato ad una cerimonia nella Cattedrale di Uppsala, in memoria dei cittadini defunti nel corso dell’anno. La Regina Silvia ha sempre un atteggiamento consono all’occasione, però il dolore che le si leggeva sul viso composto non era dovuto alla sua capacità di comportarsi impeccabilmente in ogni situazione, ma a un dramma privato che sembra aver colpito molto anche il Re.

Il 23 ottobre è scomparso il fratello Walther, malato da tempo. Walther Sommerlath era il secondo dei tre fratelli maggiori della regina, cui era legatissimo. Dall’inizio dell’anno l’ottantaseienne Walther si era ritirato a vivere con la moglie in una piccola proprietà all’interno della tenuta che circonda la residenza reale di Drottningholm, ed è venuto a mancare nell’ospedale di Huddinge, dov’era ricoverato.

La seconda regina in lutto altri non è che la nostra amata Queen Elizabeth, che oggi piange la scomparsa di una cugina a lei molto cara, Lady Elizabeth Shakerley, figlia di una cugina di Sua Maestà, Anne Bowes-Lyon (il cui padre era un fratello maggiore della Queen Mother). Lady Elizabeth, nata nel 1941 a Windsor Castle, è stata una celebre party planner e ha organizzato molte delle feste più importanti del regno, incluso il ricevimento al Mandarin Oriental offerto da Her Majesty agli ospiti reali la sera prima delle nozze di William e Catherine (Royal chic shock e boh – 2011 Royal wedding edition (parte prima)). Non ci sono dichiarazioni ufficiali dalla Corte, ma possiamo solo immaginare il dolore di chi, nella fase finale della propria esistenza, vede andare via un’altra compagna di strada.

Shaken, not stirred

Premessa: oggi è il compleanno di una futura regina, Leonor Princesa de Asturias, ma com’è tradizione della Casa Real non sono state diffuse nuove immagini della neoquindicenne, che immaginiamo avrà festeggiato sobriamente e domesticamente. Dunque per mandarle i nostri auguri dobbiamo accontentarci della sua ultima riuscita pubblica, per il premio che porta il suo nome.

Questo però è anche il giorno dell’addio a un vero re, King Sean I of Scotland, e Lady Violet non può esimersi dal dedicargli un breve ricordo, curiosando nei suoi rapporti con sovrani e corone.

Sua Maestà Britannica ha tenuto a battesimo se non lui certamente la sua carriera, iniziata proprio al servizio di Her Majesty. Lui, che nato a Edimburgo e profondamente scozzese in carne ossa muscoli e tatuaggi, ha sostenuto sempre la causa indipendentista del suo Paese.

Davanti a Sua Maestà si inchina nel luglio del 2000 nella sua città, nel Palazzo di Holyroodhouse, per ricevere il titolo di baronetto; due veri highlander, lei e lui insieme.

Lei che è il simbolo stesso della monarchia, lui che nella sua carriera lunga quasi cento film non ha vestito solo il tuxedo bianco del re delle spie, ma anche la corona dell’archetipo di ogni re britanno, Arthur, nel modesto Il primo cavaliere.

Dove può orgogliosamente sfoggiare la sobria canizie della sua splendida maturità, mentre l’improvvida Ginevra si innamora dell’assai più banale Lancillotto, interpretato dall’ultraquarantenne Richard Gere, costretto a mascherare la sua di maturità sotto un’improbabile parrucca boccolata da paggio. E chi meglio di Sean, avrebbe potuto vestire la corazza di Richard the Lionheart, il Cuor di leone, in un cameo a sorpresa nella scena finale di Robin Hood principe dei ladri, dove arriva per dare in sposa la cugina Marian a Robin/Kevin Costner, surclassandolo e declassandolo in un istante da eroe romantico, e pure piuttosto charmant, a bambacione del Mid-West.

Pronto anche a procurarsene una di corona, se la sorte non gliela aveva assegnata per nascita: nei panni di Daniel Dravot, L’uomo che volle farsi re, da un racconto di Rudyard Kipling. Dove alla fine letteralmente perde la testa, ma coronata addirittura col serto d’oro che fu di Alessandro. Quell’Alessandro, il conquistatore dell’Asia.

Accompagnato sempre dal suo energico aplomb, e da un guizzo sardonico negli occhi scurissimi, che sempre ce lo ha fatto pensare dotato di un certo humour, assai utile per le persone comuni figuriamoci per le star. Come quella volta che trovandosi in Italia fu ospite di Pippo Baudo in televisione; e quello continuava a sottolinearne fastidiosamente lo charme, ribadendo più e più volte quanto le donne in generale, e le Italiane in particolare, lo trovassero irresistibile. Finché lui, alzandosi nel suo metro e novanta, guardò sornione Pippo e gli chiese would you dance? balli?

Affascinante, scanzonato, brusco, meraviglioso Sean, premio Oscar per l’intoccabile poliziotto Jimmy Malone. E se avete trovato piacevole la lettura fin qui, continuate col ricordo che oggi gli ha dedicato la regina dei blog sentimentali, la divina Meri Pop https://www.meripop.com/2020/10/31/334/?fbclid=IwAR1NNJNF1pPngNe7mQSgSsO10gDomzE_MOCJQP1qId2okQ1316hGQUlh3xE

Affari di famiglia (reale)

La prima notizia è stata riportata anche dalla stampa italiana, e dunque forse la conoscete già (LadyViolet arriva un po’ in ritardo perché a sua volta impegnata in affari di famiglia). Dopo anni di indifferenza, dopo una lunga battaglia legale, dopo il gesto di Philippe, re figlio e fratello (La foto del giorno – Le colpe dei padri) finalmente Albert del Belgio ha incontrato la figlia Delphine, alla presenza della moglie Paola.

Al termine dell’incontro i tre hanno rilasciato una dichiarazione che dice tutto ciò che doveva essere detto: “Domenica 25 ottobre è iniziato un nuovo capitolo ricco di emozione, pace, comprensione e speranza. Durante il nostro incontro, avvenuto allo Château du Belvédère, ciascuno di noi ha potuto esprimere i propri sentimenti e le proprie esperienze con tranquillità ed empatia. Dopo tutto il fragore, le ferite e la sofferenza, è giunto il tempo del perdono, della guarigione e della riconciliazione. Questo è il cammino, paziente e talvolta difficile, che abbiamo deciso di percorrere, insieme. Questi primi passi aprono la via che ora spetta a noi percorrere serenamente. Delphine, Paola e Albert”. Insomma, tutto è bene ciò che finisce bene. E Paola è una gran donna.

Ora ci meritiamo un bel royal wedding?

Dal regno incantato del Buthan arrivano le foto – solo due, bisogna accontentarsi – di un matrimonio reale. La sposa è Eeuphelma Choden Wangchuck, sorella minore del re. I due hanno in comune il padre, il quarto Re Drago del Bhutan, ma madri diverse; va detto che le quattro mogli dell’ex re sono comunque sorelle fra di loro, quindi sempre famiglia è.

La principessa ha 27 anni, una laurea in Sociologia alla Georgetown University di Washington, ed è la Presidente del Comitato Paralimpico Nazionale. Lo sposo è Dasho Thinlay Norbu e ha 28 anni; dopo la laurea all’università di Delhi ha preso il brevetto di pilota, e dallo scorso anno lavora per la Drukair, la compagnia di bandiera nazionale. Inoltre – colpo di scena! – è il fratello minore della Regina Consorte Jetsun Pema. Non è il primo matrimonio “incrociato” a corte: una loro sorella ha sposato un altro fratello del Re. Come dicevamo, sono affari di famiglia; e di famiglia sembrano essere la bellezza, l’eleganza, la signorilità.

.”

La foto del giorno – Un ritratto per i Sussex

La foto del giorni di oggi in effetti non è quella che vedete, la scoprirete a fine post, e vi spiego perché. La prestigiosa rivista Time ha annunciato che il 20 ottobre i Duchi di Sussex saranno protagonisti di un’edizione speciale di TIME100 Talks, ciclo di conversazioni virtuali con molte delle persone più influenti del mondo su argomenti che possano motivare e spingere all’azione e al cambiamento.

duchi si confronteranno con vari esperti su “Engineering a Better World” (progettare un mondo migliore), se voleste saperne di più, o seguire il programma, questo è il link https://time100talks.splashthat.com/

Per promuovere l’iniziativa, Harry e Meghan sono stati fotografati da Matt Sayles per quello che di fatto è il loro nuovo ritratto; per scoprirlo seguite il link qui sotto, poi ditemi cosa ne pensate.

https://time.com/5899765/duke-duchess-sussex-special-time100-talks-digital-experience/

La Queen en rose

L’ultima volta che l’abbiamo vista in pubblico (più o meno) era il 17 luglio, giorno del matrimonio della nipote Beatrice con Edoardo Mapelli Mozzi, quando aveva anche ricevuto nel cortile di Windsor Castle l’eroe di guerra e filantropo Capitano Tom Moore, per investirlo del titolo di Sir.

Temevamo di non vederla ancora a lungo, e di doverci accontentare di qualche fotografia rubata, magari durante una delle amate cavalcate nel parco di una delle sue residenze, e invece Her Majesty oggi ha sorpreso tutti, comparendo scortata dal nipote William per una visita al Defence Science and Technology Laboratory (Dstl), dove ha inaugurato il nuovo Energetics Analysis Centre.

Social distancing rispettato più o meno rigorosamente, ma con sorpresa di tutti nessuno portava la mascherina. Buckingham Palace ha precisato che tutti i presenti erano stati sottoposti a test covid e risultati negativi, ma le critiche sono piovute abbondanti. Dall’alto delle sue royal connections ha voluto generosamente offrirci il proprio illuminato parere anche Omid Scobie, autore di Finding Freedom storia del gran rifiuto che fecero i Sussex: secondo lui vedere la sovrana mascherata avrebbe avuto un “forte impatto”. Lady Violet confessa la propria perplessità ma ormai è fatta, magari capiremo di più nei prossimi giorni; intanto godiamoci l’espressione di divertito interesse con cui Sua Maestà ha osservato la dimostrazione di uno dei cani antiterrorismo.

Per la sua rentrée la Regina si dimostra una vera trend setter, con un cappottino di Stewart Parvin in quel rosa polvere che è proprio uno dei colori della stagione, con cappellino en pendant di Rachel Trevor Morgan, decorato con un mazzolino di assai autunnali fiorellini. Il tutto già indossato, perché lei è troppo avanti!

Se pensate che questa mise abbia un che di romantico, date un’occhiata alla spilla appuntata sul soprabito; è la Grima Ruby Brooch, creata dal gioielliere Andrew Grima, nato a Roma da famiglia italomaltese e cresciuto nel Regno Unito, autore di molti lavori per la Royal Family. Realizzata in oro, rubini e diamanti, è un dono che il marito Philip le fece nel 1966. Tra cinque settimane esatte la coppia reale festeggerà insieme, a Windsor, 73 anni di matrimonio; direi che Sua Maestà è già pronta. Troppo avanti!

La foto del giorno – Le colpe dei padri

A questa fotografia è destinato un piccolo posto nella storia, dunque ho pensato si meritasse un post tutto suo.

È stato reso noto che il Re dei Belgi Philippe ha incontrato per la prima volta la sorellastra Delphine, nata nel 1968 da una relazione del padre Albert con Sybille de Selys Longshamps. Al termine di una lunga battaglia legale il Re Emerito ha dovuto suo malgrado ammettere la paternità, e due settimane fa a Delphine è stato riconosciuto per legge anche il titolo di principessa reale (Breaking News! – Une nouvelle princesse).

L’incontro è avvenuto la scorsa settimana, e al termine i due hanno rilasciato una dichiarazione comune: «Venerdì 9 ottobre ci siamo incontrati per la prima volta al Castello di Laeken. Il nostro incontro è stato affettuoso. Abbiamo avuto l’occasione di iniziare a conoscerci grazie a un lungo e ricco scambio che ci ha permesso di di parlare delle rispettive vite e degli interessi che abbiamo in comune. Questa relazione continuerà a svilupparsi in un ambiente familiare. Philippe & Delphine»

Tre piccole riflessioni: 1) sembra proprio che questa volta le colpe dei padri non ricadranno sui figli, con buona pace di Sofocle. 2) Philippe non scatenerà deliri da rockstar ma si sta rivelando una persona seria e per bene, caratteristiche fondamentali per ogni uomo, a maggior ragione se è seduto su un trono. 3) quando ero piccola dal Belgio arrivavano spesso voci spiacevoli su Paola di Liegi e le sue presunte distrazioni extramatrimoniali. Quando si dice la Legge del Contrappasso…

Breaking News!

La Contessa di Wessex è in autoisolamento e ci resterà due settimane, come prescritto dalla direttiva del governo britannico.

(Ph Max Mumby/Indigo/Getty Images)

Negli ultimi mesi Sophie ha mantenuto un’agenda piuttosto fitta di impegni sia virtuali sia in presenza, e all’inizio della settimana è venuta in contatto con qualcuno risultato positivo al covid. La nuora della regina al momento non ha alcun sintomo, ma verrà a breve sottoposta al test del tampone per verificare una eventuale positività. Per fortuna di recente non ha incontrato i suoceri, che data l’età avanzata sono particolarmente a rischio.

Insomma, ci risiamo. Take care.