Sebbene l’aria che tira nel paese non sia particolarmente giocosa, oggi è pur sempre Carnevale, e quale occasione migliore per una piccola rassegna di personaggi reali in maschera, o in costume o comunque in tenuta carnascialesca?

(Ph. Getty Images)
La prima non può essere che Lei, Her Majesty Queen Elizabeth II, ritratta all’ingresso non già di un ballo in maschera ma al Birmingham Hippodrome il 1 dicembre 1999 in occasione della Royal Variety Performance. È un’immagine che vi ho già mostrato ma ve la ripropongo, tanto trovo straordinaria questa mise che trasforma The Queen in The Arlequeen.
Il 29 giugno 1983 i Principi di Galles sono in tour in Canada, e a Edmonton partecipano a un barbeque ispirato al Klondike della corsa all’oro. L’abito alla moda di fine Ottocento è in seta in una chiarissima tonalità di rosa pesca. La classica linea princesse presenta un bustino aderente su una gonna più ampia, caratterizzata da un drappeggio su due balze di pizzo che sul retro formano un breve strascico. L’abito fu scelto da Diana tra diversi che le aveva proposto John Bright. Il famoso costumista, premio oscar per Camera con vista (tra i suoi film anche Casa Howard, Ragione e Sentimento, Jefferson in Paris, La dodicesima notte), adattò al fisico alto e sottile della principessa un costume indossato da Francesca Annis nella serie tv Lillie, e forse Diana scelse maliziosamente di interpretare Lillie Langtry, che fu amante di un altro Principe di Galles, il trisavolo di suo marito, poi Re Edward VII. Il cappellino fu creato da Bright apposta per questa occasione.
Quattro anni dopo si replica, questa volta i protagonisti del party Klondike style sono i Duchi di York, ma l’effetto finale è un tantino meno elegante, in gran parte – ma non solo – a causa dell’abito bella del saloon indossato da Sarah.
Meglio il piccolo di casa, Edward, che nel 1984 ha vent’anni e al Raj Ball organizzato al London’s Lyceum Theatre sembra veramente il principe di Cenerentola (anche se la giubba è un po’ abbondante).
Se in compagnia della prima moglie The Prince of Wales si era vestito da gentleman dell’Ottocento, con la seconda preferisce semplicemente una maschera a coprire il viso. Eccoli in due edizioni diverse del ricevimento a favore di Elephant Family, che Charles e Camilla organizzano annualmente nella loro residenza di Clarence House. E c’è anche il video! https://www.youtube.com/watch?v=syjemsG8cms
Grace de Monaco l’abbiamo vista con abiti splendidi e costumi altrettanto splendidi durante gli anni da attrice prima di diventare principessa. Ma quando la sera del 17 marzo 1969 compare al Casino di Montecarlo per un Diner de Têtes con un’acconciatura da dea cinese avrei veramente voluto esseri lì. Sublime.
Nel 2017 il diadoco Pavlos compie cinquant’anni, e la prima dei suoi cinque figli, Olympia, ventuno. Per cui la moglie dell’uno e madre dell’altra, Marie-Chantal, organizza nella campagna inglese un party in maschera: Prince and Revolution. La padrona di casa si presenta in shocking pink con un’acconciatura stellata stile Miss Liberty. Quasi sobria rispetto ai suoi standard Máxima d’Olanda con diadema di enormi orchidee su un abito in raso stampato che sembra una creazione dell’olandese Escher.
In attesa del suo royal wedding ecco la sposa dell’anno Beatrice di York a un party un paio d’anni vestita da unicorno, fido compagno di ogni vera principessa.
Concludiamo con un’immagine veramente storica: è il 1943, c’è la guerra, e le principesse Elizabeth e Margaret sono al sicuro tra le mura di Windsor Castle. Per passare il tempo si organizzano delle pantomime, ed ecco a voi Aladdin e la principessa Jasmine.
Look da lavoro supersportivo – stivali, pantaloni skinny e giaccone Barbour – illuminato da un pullover a collo alto color fiordaliso che, in vendita a 125 sterline da John Lewis, è nel frattempo andato sold out.
Nel pomeriggio ad Aberdeen la Duchessa ha incontrato personale, volontari e ospiti del Social Bite Café, che offre cibo a homeless, persone e famiglie in difficoltà. In mattinata aveva visitato la Ark Open Farm, nei pressi di Belfast, dove ha interagito con bambini e animali.
Ha pure maneggiato un serpente, esperienza che col ruolo che ha potrebbe sempre tornarle utile.
Camilla in verde bosco, Catherine con un completo blu scuro Alexander McQueen, rispetto al quale Lady Violet ha due osservazioni: 1) eviterei lo stile militare quando si devono incontrare militari veri, e 2) alta e magra com’è, con modelli così striminziti finisce col sembrare un cerino. Quanto agli stivali di suede neri indossati da entrambe le future regine, i puristi tra voi dovranno arrendersi: l’accoppiata blue&black è uno dei must di stagione.
Imperdibile il momento dei tiri a canestro di William in sedia a rotelle, in competizione con alcuni ospiti del centro; deliziosa la reazione del padre: Wills, me stai a fa’ fa’ ‘na figura…
Dopo Davos, dove ha rimarcato l’impegno per l’ambiente e presentato il progetto S
In aggiunta agli impegni istituzionali, l’erede al trono Britannico ha assai apprezzato la visita ai Rotoli del Mar Morto, nel meraviglioso museo a forma di giara che li custodisce.
I Rotoli furono scoperti
Altro appuntamento emozionante l’incontro all’Israel Museum con Marta Wise, sopravvissuta ad Auschwitz, e George Shefi, che trovò rifugio e protezione in Inghilterra grazie al Kindertransport. La storia dei bambini che si salvarono grazie ai treni del Kindertransport, e quella di Sir Nicholas Winton che se l’inventò, l’abbiamo raccontata qui
E di ambiente il principe è andato a parlare al WEF: oggi presenta
Ma oggi ammiro ancora di più il garbo e la grazia pudica con cui si rivolge a Greta, rispettandone a un tempo la giovinezza e l’impegno. Un comportamento che farebbero bene a imitare altri capi di stato, e magari anche cantanti con cittadinanza svizzera per ragioni fiscali.
Invece per i Samaritans – associazione di volontariato laico fondata nel 1935, che si occupa principalmente della prevenzione al suicidio – oggi è il Brew Monday (brew vuol dire infuso), una giornata dedicata a incontrare amici conoscenti e persone in difficoltà davanti a una fumante tazza di tè, per stare al caldo, chiacchierare e cercare di tenere lontana la tristezza. E non è mancato l’appoggio all’iniziativa del Principe di Galles, che dei Samaritans ha il patronage dal 1999. Da notare la sostanziale assenza di blue, nell’espressione dell’erede al trono così come sulla tavola, dove troneggiano tazze gloriosamente verdi. Qualche tocco sulla cravatta e sulla pochette, giusto lo stretto indispensabile.
Nella suggestiva location (come direbbero gli enzomicci) della sala del trono di Buckingham Palace, ecco riuniti per il benvenuto agli anni venti Her Majesty Queen Elizabeth II e la sua successione: figlio Charles, nipote William, pronipote George. Che a sei anni ha conquistato i pantaloni lunghi – in un tartan piuttosto “plebeo” (sembra il Black Watch, dell’omonimo reggimento di fanteria delle Highlands) – ma ha ancora la camicia da piccolo lord e quel po’ di lordosi infantile che gli fa sporgere il pancino. Molto bella la composizione della fotografia (di Ranald Mackechnie) che mettendo sul gradino nonno e nipote pone Charles in piacevole risalto. Dagli abiti indossati direi che l’immagine è stata presa lo stesso giorno della preparazione del Christmas pudding per la Royal British Legion (
Presente e futuro della monarchia britannica riuniti nella Music Room di Buckingham Palace, con le mani in pasta per preparare 99 Christmas pudding, che verranno donati il prossimo anno dalla Royal British Legion, per marcare i 99 anni di vita dell’associazione, che è dunque coetanea del Principe Philip.
Alcune scene della giornata dovrebbero comparire nel messaggio di Natale della sovrana, intanto godiamoci l’espressione del seienne George, che in posa con la delegazione della RBL ha proprio la faccia di quello che pensa uff, che pudding!
Niente bambini, niente sorrisi ammiccanti, niente abiti di velluto. Solo loro due, a bordo di un’auto d’epoca, una MG del 1953 – anno dell’incoronazione della madre di lui – mentre percorrono le vie dell’Havana, nel paese più antimonarchico che c’è. Pura classe, con quel tocco pop che a Natale scarseggia, annegato nel miele dei buoni sentimenti.
Game, set, match.
Per la seconda volta in poco più di due mesi, Her Majesty ha solennemente inaugurato il Parlamento, riunito per la prima volta dalle elezioni di giovedì scorso.
La scelta non è una sorpresa, dato che Downing Street aveva reso noto che in caso di conferma del Prime Minister Johnson l’inaugurazione si sarebbe svolta with reduced ceremonial elements, come accaduto nel 2017, quando la regina si presentò con una mise blu con dettagli giallo oro, che a molti sembrò evocare la bandiera UE (
Questa mattina Sua Maestà, accompagnata dal solo Principe di Galles, è dunque giunta in pardessous color tiffany con cappello in tinta (Rachel Trevor Morgan) col preziosissimo tocco della favolosa Cullinan V Brooch, la spilla composta da uno dei diamanti ricavati dal Cullinan, il cui maggiore risplende nello scettro. Ora, è vero che la royal dresser Angela Kelly ha appena pubblicato un libro sui segreti del guardaroba reale, ma alcune scelte della sovrana andrebbero indagate in maniera più approfondita, perché accade che la mise sia riciclata, e sapete qual è l’ultima volta che l’abbiamo vista? Lo scorso 3 giugno, quando la regina ha accolto a Buckingham Palace Mr. Trump e signora, in vista ufficiale.
Una dichiarazione di intenti? Il suggello di un nuovo ed esclusivo patto tra le due sponde dell’Atlantico? Il colore più adatto ad armonizzarsi col biondo pannocchia? Tutte domande destinate a restare senza risposta, almeno per ora. Il discorso – l’unico che la sovrana non scrive da sé, ma viene redatto dal Primo Ministro – ha illustrato un ambizioso programma decennale; chissà nel 2029 che scenario e che protagonisti ci saranno, francamente l’unica su cui scommetterei è proprio The Queen.
Nota a margine: interessante il panciotto nero del Principe di Galles; a onor del vero lo indossava nell’inaugurazione del 2017, e immagino che lo abbia scelto per sottolineare la sacralità dell’occasione. La cosa interessante è che questa è la versione che si indossa ai funerali: è il panciotto nero, in luogo del classico grigio, a trasformare un morning suit (l’abito da giorno) in un mourning suit (l’abito da lutto).